Che cosa ha aggiunto Derleth
Lovecraft non usò mai l'espressione «Cthulhu Mythos» e non teorizzò mai un sistema unitario: per scherzo chiamava la propria costruzione Yog-Sothothery. Il termine, e il sistema, sono di August Derleth (1909-1971), che dopo la morte di Lovecraft fondò Arkham House e ne pubblicò l'opera in volume. Il debito va riconosciuto per intero: senza Derleth, Lovecraft sarebbe probabilmente rimasto un autore pulp dimenticato.
Ma Derleth innestò due cose che in Lovecraft non ci sono. La prima è il dualismo fra bene e male, con l'invenzione degli «Dèi Anziani» benevoli che avrebbero imprigionato i malvagi Grandi Antichi: una struttura sostanzialmente cristiana, mentre in Lovecraft le entità non sono malvagie, sono indifferenti — e l'orrore nasce esattamente dall'irrilevanza dell'uomo, non dalla sua persecuzione. La seconda è lo schema dei quattro elementi: mancando un'entità del fuoco, Derleth ne inventò una apposta, Cthugha, dopo che un lettore ne aveva notato l'assenza. È la prova più netta che lo schema è costruzione a posteriori.
C'è poi il caso più grave: la celebre «citazione» in cui Lovecraft direbbe che tutti i suoi racconti si fondano sulla leggenda di esseri anziani e di magia nera. È spuria, ed è stata ricondotta a una lettera di Harold S. Farnese.
Sul giudizio, però, va detto che il dibattito è aperto: che Derleth abbia coniato il termine e introdotto Dèi Anziani, dualismo morale e schema elementale è dato accertato; che ciò costituisca un tradimento è giudizio critico — oggi maggioritario in ambito accademico, dopo Dirk Mosig e S. T. Joshi, ma contestato da chi, come John Haefele, sostiene che la polemica abbia caricaturizzato Derleth.
Quando la finzione viene presa per tradizione
Il fenomeno più interessante è quello inverso: materiale dichiaratamente inventato che rientra in pratiche magiche reali. Vanno distinti con cura tre atteggiamenti, perché vengono continuamente confusi.
Il primo è quello della magia del caos, dove l'uso di materiale lovecraftiano è deliberatamente strumentale: si adotta un paradigma mitologico trattandolo operativamente come reale per produrre stati alterati di coscienza, sapendo che è finzione. Il testo di riferimento in quell'ambiente si intitola, non a caso, The Pseudonomicon.
Il secondo è la tesi della rivelazione inconsapevole, sostenuta da Kenneth Grant (1924-2011), segretario personale di Crowley nel 1945 e poi fondatore del Typhonian Order: Lovecraft avrebbe avuto accesso per via onirica a realtà extra-dimensionali reali. È una posizione magico-teologica, non storica, e non presenta prove documentarie.
Il terzo è la semplice credenza che il Necronomicon sia un testo antico realmente esistito, ed è un errore fattuale smentito dalle lettere dell'autore. Il veicolo principale di questa credenza è stato il cosiddetto Simon Necronomicon del 1977, prodotto nell'ambiente di una libreria occultistica newyorkese: il grimorio più venduto del Novecento, il cui contenuto non è nemmeno lovecraftiano — è un pastiche sumero-accadico con innesti crowleyani in cui Cthulhu compare travestito da «Kutulu». Lo storico della magia Owen Davies lo definisce «un falso ben costruito», e nell'ambiente in cui nacque era notoriamente tale fin da subito.
Da non affermare, perché non attestato: l'esistenza di culti cthulhiani con continuità storica, o collegamenti fra Lovecraft e società iniziatiche a lui contemporanee. Lovecraft era un ateo materialista dichiarato, senza alcuna affiliazione occultistica, e la sua conoscenza dell'occultismo era libresca.
Il razzismo, che non si può aggirare
È un dato storiograficamente accertato e non ammette relativizzazioni; il punto discusso non è se, ma quanto pesi sull'opera. Lovecraft si definiva suprematista bianco e sostenne per lunghi tratti della vita posizioni razziste esplicite, soprattutto nell'epistolario, che è la fonte principale. Il documento meno difendibile è una poesia del 1912 mai pubblicata in vita, di contenuto apertamente disumanizzante. Fra i racconti, L'orrore a Red Hook (scritto nell'agosto 1925, uscito su Weird Tales nel gennaio 1927) è quello che S. T. Joshi — lo studioso più favorevole a Lovecraft — definisce «orrendamente brutto» proprio per il linguaggio razzista.
Gli studiosi rilevano un'attenuazione delle posizioni negli anni Trenta. È un dato biografico documentato, e non cancella i cinquant'anni precedenti né i testi già scritti.
Sul World Fantasy Award, la cronologia esatta è questa: il premio nasce nel 1975 con un trofeo a forma di busto caricaturale di Lovecraft; nel 1984 Donald Wandrei lo rifiuta, ma perché lo considera una caricatura umiliante; nel 2011 Nnedi Okorafor e China Miéville esprimono pubblicamente il proprio disagio; nel 2014 arriva la petizione di Daniel José Older; nel novembre 2015 viene annunciato che dal 2016 il busto non sarà più usato — e gli amministratori non citarono esplicitamente il razzismo come motivazione, dato che viene spesso semplificato. Il nuovo trofeo, del 2016, raffigura un albero contro la luna piena.