Santa Compaña
Spagna
Galizia, con la massima densità di raccolte etnografiche sulla Costa da Morte; forme parallele in Asturie, León e Portogallo settentrionale
- Varianti e nomi
- galiziano Santa Compaña, A Compaña, Estadea, Estantiga, Hoste, Rolda, As da noite, Pantalla; asturiano Güestia, con l'eufemismo les bones xentes; nel Bierzo e in León Hueste de ánimas; nel Portogallo settentrionale Companhas e Procissão das Almas. Il santa è quasi certamente apotropaico, non devozionale
- Che cosa raccontano
- Una processione notturna di anime del purgatorio, incappucciate, in bianco, scalze, con le candele accese, che avanzano in silenzio e senza rumore di passi. Se ne annuncia l'arrivo con l'odore di cera bruciata, un freddo improvviso, luci che fluttuano, i cani che abbaiano al vuoto. In testa cammina un vivo, costretto e privo di coscienza, che porta la croce e il caldeiro dell'acqua benedetta: al risveglio non ricorda nulla, dimagrisce, deperisce, spesso muore. Se ne libera solo se qualcun altro accetta l'oggetto dalle sue mani — e chi lo prende eredita la condanna. Ci si difende tracciando un cerchio o la croce di Salomone ed entrandovi, sdraiandosi bocconi fingendosi morti, correndo a un cruceiro; e soprattutto non rispondendo e non accettando nulla.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Nella lettura antropologica prevalente è un dispositivo di gestione collettiva della morte in società rurali ad altissima mortalità: codifica l'obbligo di suffragio per i defunti, sanziona chi gira di notte da solo, disciplina bambini e donne, e dà un linguaggio pubblico alle premonizioni e al lutto. Non un residuo religioso, quindi, ma uno strumento sociale attivo — che resta però interpretazione.
- Dove è attestato
- La testimonianza fondativa europea è Orderico Vitale, Historia Ecclesiastica, libro VIII: il prete Gualchelmo della diocesi di Lisieux, tornando da un malato la notte del 1° gennaio 1091, incontra un immenso corteo di morti in tormento, riconosce la familia Herlechini, tenta di afferrare un cavallo, viene ferito e conserva sul collo il segno di una mano spettrale; Orderico scrive intorno al 1130-1135, da testimonianza diretta. In Galizia, invece, non esiste alcuna attestazione della Santa Compaña anteriore all'Ottocento: le prime registrazioni sono lessicografiche ed etnografiche, a partire dal Diccionario Gallego di Cuveiro Piñol, 1876. Il corpus novecentesco: Vicente Risco nella sezione etnografica della Historia de Galiza diretta da Otero Pedrayo, 1962; Taboada Chivite; Elisardo Becoña, 1980; Carmelo Lisón Tolosana, La Santa Compaña, Akal, 1998; Xosé Ramón Mariño Ferro.
- Attenzione
- Il grado B misura una cosa sola: la tradizione orale è documentata in modo eccezionale, ma solo dal XIX secolo in poi, e la sua profondità storica è inferita per analogia europea, non provata in loco. Prima del 1800 sono attestate la caccia selvaggia europea e la parola estantigua; non lo è il complesso specifico galiziano — la croce, il calderone, la trasmissione dell'incarico, il cerchio di Salomone. Sull'origine celtica, che in Galizia è tema politicamente caldo, vale quel che vale per il celtismo bretone: è una costruzione identitaria ottocentesca proiettata all'indietro, e nessun elemento della Santa Compaña è ricostruibile su base celtica — il paragone con l'Ankou e la banshee è tipologico, non genealogico. Altre correzioni: non è «il corteo di Santiago» né ha rapporto originario col Cammino, che è aggiunta turistica; non è un mito unitario ma un insieme di varianti parrocchiali con regole diverse a pochi chilometri di distanza; e il conxuro della queimada che si recita nei locali è un testo composto negli anni Cinquanta del Novecento.
Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.