Correnti · di Frater Custos · lettura di 12 minuti
L’Archeosofia
Un pisano che a trent’anni scrive di yoga tantrico, a quarantadue sale al Monte Athos, a cinquantuno va in Palestina e ne torna cristiano, e a cinquantatré fonda a Roma una scuola che esiste ancora. Con le date, e con quello che di queste date non ho potuto verificare.
Tommaso Palamidessi nasce a Pisa il 16 febbraio 1915 e muore a Roma il 29 aprile 1983. Fra queste due date c’è un percorso che cambia direzione almeno tre volte, e che ha una caratteristica rara fra gli esoteristi italiani del Novecento: l’autore non nasconde le proprie fasi precedenti. Non rinnega l’astrologo degli anni Quaranta né il tantrista del 1945; li tratta come gradini.
Questa voce serve a mettere in fila quei gradini con gli anni giusti, perché è la cosa che in rete manca — e a dichiarare, come sempre su questo sito, che cosa non ho controllato di persona.
Le stagioni, in ordine
L’astrologo (1940-1943). I primi libri riguardano l’astrologia applicata alla medicina: Il corso degli astri e le malattie nell’uomo, La medicina e gli influssi siderali. È l’ambito in cui Palamidessi si fa un nome, ed è anche quello che poi lascia.
L’oriente (1945-1949). Nel 1945 esce I poteri occulti dell’uomo e la yoga tantrica; nel 1949 L’Alchimia come via allo Spirito. Sono gli anni in cui in Italia si può scrivere di tantra e di alchimia operativa senza essere né accademici né settari, e Palamidessi ci si muove da autodidatta di formazione classica: si forma, dichiara lui stesso, su Ermete Trismegisto, Plotino, Origene e Vladimir Solov’ëv — quest’ultimo è il nome che spiega tutto il resto.
La svolta cristiana (1953-1966). Nel 1953 si trasferisce a Roma e collabora con «La Tribuna Illustrata». Nel 1957 visita i monasteri del Monte Athos: è il contatto diretto con l’esicasmo, la preghiera del cuore e la teologia orientale. Nel 1966 il viaggio in Palestina, che i suoi indicano come determinante per la conversione a un cristianesimo esoterico.
La fondazione (1968). Il 29 settembre 1968, a Roma, Palamidessi presenta pubblicamente l’Archeosofia, pubblica il primo Quaderno — Tradizione arcaica e fondamenti dell’iniziazione archeosofica — e fonda Archeosofica. L’ente sarà registrato come Associazione Archeosofica nel 1973. Nel 1975 esce Tecniche di Risveglio Iniziatico; Le basi della teologia sofianica è del 1974, stampato nel 1986.
Che cosa vuol dire «archeosofia»
Il termine è costruito su archḗ, «principio» o «origine», e sophía, «sapienza»: sapienza delle origini. Nella definizione che ne dà l’autore non è una nuova dottrina ma una sintesi: la convinzione che sotto le tradizioni spirituali storiche stia un nucleo comune più antico, e che a quel nucleo si possa risalire con un lavoro ascetico preciso, descritto in tecniche. L’impianto è dichiaratamente cristiano, di matrice orientale — Solov’ëv, la sofiologia russa, l’esicasmo — ma incorpora senza imbarazzo il materiale indiano e alchemico delle fasi precedenti.
Che cosa è oggi
L’Associazione Archeosofica esiste tuttora, ha sede a Roma e sezioni in diverse città italiane — fra cui Lucca, cioè nello stesso raggio del linchetto e del buffardello schedati altrove in questo atlante. Pubblica, organizza incontri e corsi, e ha una produzione editoriale continua che comprende le opere postume del fondatore, dedicate soprattutto all’astrologia mondiale e all’iconografia sacra.
❦
Grado B. Le date di nascita e morte, l’anno delle opere principali, la data del 29 settembre 1968 e la registrazione del 1973 sono confermate da due filiere indipendenti: uno studio accademico presentato in sede CESNUR e i materiali dell’associazione. Non verificati direttamente in questa ricerca: i frontespizi e gli editori delle singole opere, che qui compaiono per titolo e anno e non per edizione; le circostanze dei viaggi al Monte Athos del 1957 e in Palestina del 1966, note dal solo racconto interno al movimento; e la collaborazione con «La Tribuna Illustrata», che non ho riscontrato su annate della rivista. Questa è una voce su un’associazione viva e attiva: se qualcosa qui è impreciso, chi lo sa è pregato di scrivere, e la correzione finirà nel registro con la sua data.