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A — documentato

Południca

Polonia
Polonia e Slavia occidentale, con nucleo conservativo nella Lusazia soraba

Południca — la Signora del mezzogiorno slava, che appare all'ora più calda ai margini dei campi di grano durante la mietitura.

A mezzogiorno esatto, sotto un sole verticale, in un campo di grano in mietitura: una figura scarmigliata che si ripara gli occhi con la mano si è alzata fra i covoni davanti a una giovane mietitrice in bianco che stringe la falce.
Varianti e nomi
Południca in polacco; polednice in ceco; poludnica in slovacco; Připołdnica e Serpolnica in sorabo; poludnica in russo, serbo e bulgaro; paralleli tedeschi Roggenmuhme, Kornwief, Mittagsfrau
Che cosa raccontano
Appare a mezzogiorno esatto, nell'ora più calda, ai margini dei campi di grano durante la mietitura, tipicamente come giovane donna vestita di bianco che percorre i confini dei campi, ma anche come vecchia megera o bambina. Porta una falce o delle cesoie. Ferma i mietitori e pone domande difficili, spesso pretendendo che le si parli del lino, dalla semina alla tessitura, per un'ora intera: chi tace, sbaglia o si interrompe viene decapitato o colpito da malattia. Provoca colpi di calore, emicranie e paralisi improvvise e può rapire i bambini lasciati soli tra le spighe: è esplicitamente la personificazione dell'insolazione.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
Impone la pausa di mezzogiorno ai contadini in piena mietitura, prevenendo il colpo di calore in una società in cui il picco del lavoro coincide con il picco della temperatura, e tiene i bambini fuori dai campi maturi. Fornisce inoltre un'eziologia a un evento medico reale e improvviso e sacralizza il mezzogiorno come ora liminale, speculare alla mezzanotte, in continuità con il daemon meridianus del Salmo 91 nella Vulgata.
Dove è attestato
Oskar Kolberg, Lud. Jego zwyczaje, sposób życia, mowa, podania, przysłowia, obrzędy, gusła, zabawy, pieśni, muzyka i tańce, 33 volumi pubblicati in vita tra 1857 e 1890 e oltre 80 nell'edizione integrale Dzieła wszystkie curata dall'Instytut im. Oskara Kolberga di Poznań: la più grande impresa etnografica europea dell'Ottocento. Etnografia sorabo-lusaziana sulla Serpolnica presso il Serbski institut di Bautzen; Kazimierz Moszyński, Kultura ludowa Słowian, 1929-39; Karel Jaromír Erben, ballata Polednice in Kytice z pověstí národních, 1853; Władysław Reymont, Chłopi, 1904-09, premio Nobel 1924.
Attenzione
La figura è estinta come credenza operante e sopravvive come repertorio narrativo scolastico e letterario in Polonia e Cechia, dove la ballata di Erben è testo canonico, come poema sinfonico di Dvořák, op. 108 del 1896, e come marcatore identitario minoritario in Lusazia. Erben è insieme letteratura e documento di seconda mano: era folklorista e archivista professionale e lavorava su materiale realmente raccolto, ma il testo è una rielaborazione poetica. La ripresa nella fantasy e nei videogiochi polacchi è trasmissione di grado C.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

Affini per tema

Voci che condividono il motivo, il fenomeno alla base o la storia della raccolta — non la geografia.

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