Rübezahl
Germania
Monti dei Giganti, oggi divisi fra Repubblica Ceca e Polonia; tradizione documentaria di lingua tedesca, con la raccolta stampata a Lipsia
- Varianti e nomi
- forme antiche Riebenzahl (1553), Rübenczal (1561), Rübezal, Ribezal; ceco Krakonoš, dal nome del massiccio; polacco Duch Gór, «spirito dei monti» — mentre Liczyrzepa, «conta-rape», non è nome popolare ma un calco coniato nel 1945. Appellativi rispettosi in uso nelle fonti: Herr Johannes, Berggeist
- Che cosa raccontano
- Non il gigante bonario dei libri per l'infanzia. Nel corpus seicentesco è un demone di massiccio, mutevole e permaloso: appare come monaco, corvo, rana, mulo, vecchio, mendicante; scatena tempesta, grandine e nebbia su chi lo nomina o lo deride; premia i poveri, i raccoglitori di erbe e i minatori onesti; punisce mercanti avidi e nobili arroganti; conosce le erbe e le vene metallifere. La regola fondamentale è che il suo nome non si pronuncia.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Personificazione del rischio meteorologico d'alta quota su un massiccio attraversato da minatori, raccoglitori di erbe medicinali, cercatori di tesori e contrabbandieri; codifica di una regola di prudenza — non nominare, non vantarsi, non deridere la montagna. Più tardi, marcatore identitario di una regione di frontiera linguistica.
- Dove è attestato
- Prima menzione nota: 1553, in un itinerario di cercatore di gemme — il che suggerisce un'origine come spirito di miniera. Prima raffigurazione: la carta della Slesia di Martin Helwig, 1561, che lo disegna come demone caudato. La raccolta è Johannes Praetorius, Daemonologia Rubinzalii Silesii, Lipsia, tre parti fra il 1662 e il 1665: circa duecentoquaranta storie, tuttora la più ampia. Poi la svolta letteraria di J. K. A. Musäus, Volksmärchen der Deutschen, 1783, che addolcisce la figura; e i fratelli Grimm, Deutsche Sagen, 1816-18, che attingono a Praetorius.
- Attenzione
- Questa voce è schedata sotto la Germania per la lingua della sua tradizione documentaria, ma il massiccio oggi sta fra Repubblica Ceca e Polonia, e il punto sulla carta cade fuori dai confini tedeschi. È un caso in cui un atlante organizzato per Stati mostra il proprio limite, e preferisco dirlo piuttosto che spostare il pallino per farlo tornare. Sul nome: «conta-rape» è etimologia popolare secondaria, e nasce dalla novella in cui lo spirito, per conquistare una principessa, deve contare le rape di un campo, sbaglia e viene deriso — novella che è di Musäus, 1783. L'ipotesi filologica prevalente è invece Rübenzagel, «coda di rapa», soprannome ingiurioso per un demone caudato, perfettamente coerente con il disegno del 1561. Nessuna etimologia è dimostrata. E il carattere buono è un prodotto illuministico e borghese di Musäus, consolidato poi dalla letteratura per l'infanzia e dall'opera lirica.
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