Rusalka
Russia
Slavia orientale, con distribuzione differenziata: Polesia e Ucraina a carattere agrario, Nord russo a carattere acquatico
- Varianti e nomi
- rusalka, plurale rusalki; nel Nord russo vodjanica, kupalka, loskotucha, la solleticatrice; in Ucraina mavka o navka, da nav', i morti; in Bielorussia e Polesia rusalka e vodjanica
- Che cosa raccontano
- L'aspetto varia molto secondo la regione: bambine pallidissime dai capelli verdi e le braccia lunghe, giovani donne nude dai capelli castano chiaro, nel sud ragazze in camicia bianca inghirlandate. Un tratto è costante, cioè i capelli sempre sciolti o mal intrecciati, che nella semiotica slava segnalano una donna non sposata e dunque una biografia interrotta. Escono dall'acqua nella settimana loro dedicata, si arrampicano sui salici e sulle betulle, cantano e danzano nei campi di segale, attirano i passanti e li solleticano a morte o li trascinano nel fondo. Nel Sud sono però anche portatrici di umidità e fertilità per i campi, con un'ambiguità minacciosa e benefica insieme.
- A che cosa serviva
- Rientrano nella categoria dei morti impuri, i založnye pokojniki: secondo l'interpretazione classica di Zelenin sono le ragazze annegate, suicide o assassinate, e i bambini morti senza battesimo, cioè chi è morto di morte sbagliata o prima del tempo, e restano tra i vivi fino allo scadere del loro tempo naturale. Sul piano pratico impongono il divieto stagionale di balneazione in un periodo di acque ancora fredde e di piene, il divieto di certi lavori agricoli e femminili, e strutturano un rito di passaggio femminile condotto dalle ragazze non sposate.
- Dove è attestato
- D. K. Zelenin, Očerki russkoj mifologii: Umeršie neestestvennoju smert'ju i rusalki, Pietrogrado, 1916, monografia fondativa; N. I. Tolstoj e la scuola etnolinguistica di Mosca, Slavjanskie drevnosti, dizionario in cinque volumi, 1995-2012, con mappatura areale; spedizioni etnografiche in Polesia dell'Istituto di Slavistica dell'Accademia Russa delle Scienze dagli anni Sessanta; S. V. Maksimov 1903 e A. N. Afanas'ev 1865-69. Il calendario di riferimento è la Rusal'naja nedelja, la settimana successiva alla Pentecoste, con il Semik il giovedì precedente la Trinità, e i riti dei provody rusalki, l'accompagnamento o funerale della rusalka.
- Attenzione
- Il nome era percepito da molti contadini fino al Novecento come libresco e dotto, mentre i termini realmente in uso erano quelli locali: la rusalka «unica» è in parte un artefatto della letteratura. Le rielaborazioni di Puškin, Gogol', Lesja Ukrainka e Dvořák sono opere d'arte e non fonti etnografiche, e la sirena romantica che ne discende ha poco a che vedere con la rusalka contadina. I provody rusalki sono documentati fino a metà Novecento ma oggi sopravvivono soprattutto come rievocazione organizzata da case della cultura ed ensemble, quindi la ritualità attuale è di grado B. L'etimologia popolare che lega il nome a rusyj, biondo cenere, o a ruslo, alveo, è falsa: il termine viene dalla rusalia, dal latino Rosalia.
Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.