Krampus
Austria
Salisburghese, Tirolo e Tirolo orientale, Stiria, Alta Carinzia e Baviera orientale (Berchtesgadener Land); propaggine recente in Alto Adige, dove il nome vecchio sopravvive come Klaubauf in Val Venosta
Krampus — il compagno cornuto e peloso di san Nicola nelle Alpi orientali, che la sera del 5 dicembre entra nelle case e punisce i bambini con la verga
- Varianti e nomi
- Krampus, plurale Krampusse; diminutivi Kramperl, Krampal. Nelle stampe più antiche compare come Grampus e Grampes. Nomi locali: Klaubauf o Kleibeif in Tirolo orientale, Alta Carinzia e Val Venosta, Bartl in Tirolo, Strohbart in Baviera; fuori dall'area tedesca Krampusz in Ungheria e Croazia, parkelj in Slovenia. Il DWDS, dizionario digitale dell'Accademia di Berlino-Brandeburgo, dà Krampus «wohl zu Krampe(n) bair. ‹gekrümmter Zacken, Kralle, Spitzhacke›», cioè al bavarese-austriaco Krampen «dente ricurvo, artiglio, piccone»; la stessa voce Krampe è ricondotta al basso-tedesco antico krampo «uncino» ed è attestata nell'alto-tedesco superiore della prima età moderna già nel Quattrocento. Roman Sandgruber aggiunge che in austriaco colloquiale Krampen e krampat valgono anche «persona rozza». L'Oxford English Dictionary si limita a «the Germanic base of cramp». Perchta e Perchten sono nome diverso e festa diversa: non sono varianti del Krampus.
- Che cosa raccontano
- Figura maschile cornuta e pelosa che accompagna san Nicola nel giro delle case la sera del 5 dicembre e il 6. Le descrizioni d'archivio e ottocentesche lo danno coperto di pelli di capra, con maschera di legno a corna, lingua sporgente, campanacci sulla schiena, una catena, una verga di betulla e una gerla o un sacco in cui minaccia di portare via i bambini. Nei giochi di san Nicola della Stiria e del Salisburghese non è solo: entra guidato da Lucifero, con il cacciatore, il fabbro, la Morte e la Habergeiß, e il suo compito è aggredire il pubblico finché il vescovo non lo richiama. In Tirolo orientale, col nome di Klaubauf, cerca di buttare a terra i passanti e di trascinare il tavolo fuori di casa, il «Tisch zoichn». Dal secondo Novecento esce dalla stanza e dal copione e diventa corteo di piazza: decine di gruppi mascherati, transenne, fuochi, colonna sonora.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Era il braccio punitivo di una pedagogia della paura somministrata una volta l'anno: san Nicola interrogava sul catechismo e premiava, il Krampus eseguiva la minaccia, e il castigo arrivava da fuori, non dai genitori. Nei giochi di san Nicola l'aggressione al pubblico era prevista dal copione e si fermava a comando: licenza controllata, non disordine. Dalla fine dell'Ottocento la figura ha avuto una seconda vita fra adulti, nelle cartoline «Gruss vom Krampus», spesso galanti o esplicitamente erotiche: è in quella merce stampata a milioni che l'iconografia si è fissata e uniformata. Oggi la Pass, il gruppo di Krampus, è un'associazione di giovani uomini con gerarchia interna e accesso negato alle donne, e il corteo è un rito di appartenenza locale e maschile prima che un messaggio ai bambini.
- Dove è attestato
- La prima attestazione datata del nome che ho potuto rintracciare è la forma Grampus in Joseph Valentin Eybel, Die Heiligen nach den Volksbegriffen, quattro volumi, Lipsia 1791: nel racconto «Die Lebkuchen oder der vernünftige Knab» un bambino spiega che «der Nikola sowohl, als der Grampus» sono di solito garzoni travestiti. Il gioco di Öblarn, in Stiria, è attestato nel 1816, quando l'arciduca Giovanni ne vide una parte al castello di Gstatt; il testo restò orale fino al rilevamento del museo di Schloss Trautenfels nel 1989 ed è nel registro austriaco del patrimonio immateriale dal 2014. Per Vienna il Wien Museum documenta il Krampus nella satira «Die Bombe» del 1875, nella «Morgen-Post» del 1881 e in Gustav Gugitz nel 1907. Le cartoline «Gruss vom Krampus» seguono l'ammissione della cartolina illustrata nel 1897 e il picco postale del 1902-1910; il Wien Museum registra serie di Ernst Juch intorno al 1900 e una cartolina di Mela Köhler per la Wiener Werkstätte nel 1911. Lo studio di riferimento sui giochi di san Nicola è Hans Schuhladen, Die Nikolausspiele des Alpenraumes, Innsbruck 1984; sul boom contemporaneo Matthäus Rest e Gertraud Seiser in «EthnoScripts» 20 (2018) e la tesi di dottorato di Molly Carter, Sheffield 2016. Il corteo di Dobbiaco, il più antico dell'Alto Adige, era alla venticinquesima edizione nel 2022; la Krampuslauf di Filadelfia nasce nel 2011 (Cory Thomas Hutcheson, in Contemporary Legend, serie 3, 6, 2016).
- Attenzione
- Grado B e non A perché la catena documentaria non l'ho chiusa in prima persona. Il passo di Eybel del 1791 lo conosco dalla citazione dell'Online Etymology Dictionary, che ne dà testo e luogo, ma il terzo volume non l'ho aperto; non ho aperto nemmeno «Die Bombe» del 1875 e la «Morgen-Post» del 1881, che cito dal Wien Museum, né Schuhladen 1984, né l'articolo di John J. Honigmann «The Masked Face» (Ethos 5, 1977), di cui ho visto solo la scheda dell'editore. Non ho trovato la prima occorrenza stampata della forma Krampus con la K.
Sull'«origine pagana precristiana» e sul legame con divinità alpine: non esiste un documento che lo attesti. La tesi nasce da una catena di studiosi — Jacob Grimm nel 1835, Wilhelm Mannhardt fra 1875 e 1877, Otto Höfler nel 1934 con la tesi sulle società maschili germaniche, Viktor von Geramb e Richard Wolfram fra le due guerre — e la Volkskunde di oggi la considera un documento sulla storia della propria disciplina, non sull'origine del rito. Molly Carter chiama Rücklauf il ritorno di quelle idee, scartate in sede accademica, nel senso comune di chi porta il rito.
Due cose false e molto diffuse. Il pagamento del 1582 a Dießen am Ammersee e gli ordini salisburghesi del 1741 e del 1773 riguardano i Berchten, cioè il Perchtenlauf di gennaio: non nominano mai il Krampus, e usarli per datarlo è un errore. Il «divieto del regime di Dollfuss» poggia su un solo articolo del «New York Times» del 23 dicembre 1934, il cui titolo stesso dice che il Krampus era «disliked» e «frowned upon», non proibito; e il volantino «Krampus ist ein böser Mann» del dicembre 1953 non venne dal governo austriaco ma da Ernst Kotbauer, direttore degli asili comunali di Vienna («Time», 7 dicembre 1953).
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