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B — parzialmente documentato

Kuntilanak

Indonesia
Mondo malese-indonesiano; ancoraggio toponimico alla confluenza di Kapuas e Landak, a Pontianak nel Kalimantan occidentale

Varianti e nomi
indonesiano kuntilanak, malese pontianak. Da tenere distinta la sundel bolong giavanese, che ha origine diversa — sundel «prostituta», bolong «bucata» — ed è legata a prostituzione, violenza e aborto, non semplicemente alla morte di parto: la sovrapposizione odierna è recente e in larga parte cinematografica. Nella classificazione malese registrata nel 1900 la distinzione era ancora più netta: la langsuir era lo spirito della madre morta di parto, la pontianak quello del bambino nato morto
Che cosa raccontano
Una donna in bianco, capelli lunghissimi sciolti, pelle livida: bella di fronte e orrenda di spalle. L'apparizione è preceduta dal profumo del frangipani, seguito dall'odore di carogna. Il verso è un pianto di neonato o una risata, e obbedisce a una regola inversa: se lo senti forte e lontano è vicina, se lo senti tenue è lontana. Di giorno starebbe nel banano, e non si stende il bucato di notte. La contromisura è un chiodo conficcato nella nuca, che la riduce a donna normale e sposabile — finché qualcuno non lo toglie.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
Tre letture correnti, tutte ipotesi: la gestione rituale della «cattiva morte» e del puerperio, che nel mondo malese ha una durata prescritta di quaranta giorni; il controllo della mobilità e della sessualità femminile; e la demarcazione fra la civiltà costiera musulmana e l'interno selvaggio, che è la lettura proposta dagli studi più recenti sul Kalimantan.
Dove è attestato
La descrizione etnografica piena più antica e verificabile è W. W. Skeat, Malay Magic, Macmillan, Londra 1900, che descrive langsuir e pontianak, le distingue esplicitamente e riporta i trattamenti sul cadavere: uova sotto le ascelle, aghi nei palmi, perline di vetro in bocca. Attestazioni anteriori nella lessicografia malese e nei periodici coloniali olandesi sono probabili ma non verificate. Studi moderni: Timo Duile, «Kuntilanak: Ghost Narratives and Malay Modernity in Pontianak», Bijdragen tot de Taal-, Land- en Volkenkunde 176, 2020; Rosalind Galt, Alluring Monsters: The Pontianak and Cinemas of Decolonization, Columbia University Press, 2021. Sul versante cinematografico: Pontianak, Cathay-Keris, Singapore, 27 aprile 1957; in Indonesia Sundelbolong, 1981, con Suzzanna, apre un filone che arriva fino al boom horror degli anni Venti.
Attenzione
Il grado B è motivato da tre cose insieme: l'attestazione anteriore al 1900 non è verificata, l'etimologia è irrisolta, e la forma attuale è stata rimodellata pesantemente dai media. L'etimologia popolare da perempuan mati beranak, «donna morta partorendo», è diffusissima e non dimostrata; concorre pohon tinggi, «albero alto». Quanto alla città di Pontianak, la fondazione è documentata — 23 ottobre 1771, alla confluenza del Kapuas e del Landak, per opera di Syarif Abdurrahman Alkadrie — ma il nesso col fantasma, cioè l'episodio dei cannoni sparati per scacciare gli spiriti, è tradizione orale e non documento del 1771. Da correggere anche: il buco nella schiena è tratto della sundel bolong e si popolarizza dal 1981, mentre in Skeat il buco è nella nuca; e la kuntilanak non va equiparata al penanggalan malese, al krasue thailandese o al manananggal filippino, che appartengono a un'altra famiglia — quella della testa volante con i visceri. Infine non è una «sopravvivenza pagana»: è pienamente integrata nella pratica musulmana, che la classifica fra i jinn e la respinge con la preghiera.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

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