Dullahan
Irlanda
Munster: contea di Cork, la valle del Blackwater fra Castle Hyde, Ballyhooly e Doneraile, i dintorni di Mallow e la strada fra Glanmire e Cork città, nelle pagine di Croker; nelle raccolte manoscritte del 1937-1939 la contea di Limerick fra Newtown e Glin e la contea di Clare a Kilrush
Dullahan — il cocchiere o cavaliere senza testa che nel folklore irlandese guida la cóiste bodhar, la carrozza della morte, e annuncia un decesso
- Varianti e nomi
- dullahan è la grafia che ha vinto, ma non è la prima. Nel 1802 il generale Charles Vallancey stampa Wulahan, or Dullahan, i. e. Di-ullahan, lo mette fra i nomi irlandesi di «evil Genii» e lo deriva dall'arabo: un'etimologia orientalista che non sta in piedi. Croker nel 1828 stampa dullahan e riporta per esteso una comunicazione manoscritta di Edward O'Reilly, l'autore dell'Irish-English Dictionary: «Dulachan (in Irish Dubhlachan) signifies a dark, sullen person. The word Durrachan, or Dullahan, by which in some places the goblin is known, has the same signification. It comes from Dorr, or Durr, anger, or Durrach, malicious, fierce, &c.» Croker non ci crede del tutto e aggiunge di suo: «The correctness of this last etymology may be questioned, as Dubh, black, is evidently a component part of the word.» Il nome, in ogni caso, non vuol dire «senza testa»: vuol dire «individuo scuro, tetro». Il dubh che gira in rete viene da questa riga di Croker, non da un dizionario, e in eDIL non esiste nessun lemma dublach o dubluchán: la parola non è né antico né medio irlandese.
«Senza testa» sono altre parole. Díceannach è l'aggettivo che Dinneen glossa «headless»; gan ceann è la formula, e in Lady Gregory 1920 è il nome stesso della figura: una ragazza che torna in curragh da Liscannor, in contea di Clare, si volta e dietro la barca c'è «the Gan ceann, the headless one». Il veicolo si chiama cóiste bodhar, anglicizzato Coach a bower da Croker e coach-a-bower da Yeats. Dinneen 1904, alla voce cóiste, lo glossa «c. bodhar, the 'headless coach,' a spectral vision»; Yeats, in nota a Lady Gregory, lo spiega invece «'deaf-coach,' so called from its rumbling sound», e Lynd nel 1909 scrive «the Death (or, rather, Deaf) Coach». Le due letture non si escludono: in eDIL bodar è «deaf», ma anche, di un suono, «indistinct (?); rough, grating (?)». - Che cosa raccontano
- Nelle pagine di Croker il dullahan non è una cosa sola. È il cocchiere senza testa di una carrozza nera tirata da sei cavalli anch'essi decapitati, ed è il cavaliere che si porta la propria testa sotto il braccio destro. La testa, in Croker, «looked like a large cream cheese hung round with black puddings», la pelle tesa come la membrana di un tamburo, due occhi enormi che si muovono per conto loro e lampeggiano «like meteors».
Il mestiere è annunciare. In «Hanlon's Mill» Mick vede passare di notte «a great high black coach drawn by six black horses» con un cocchiere vestito di nero, e né i cavalli né l'uomo hanno testa; la carrozza non fa rumore, «still he could hear no noise». La mattina dopo si sa che il padrone, Mr. Wrixon, è morto. Nelle note Croker aggiunge le strade vere: ogni notte da Castle Hyde a Glana Fauna, oltre Ballyhooly, e ogni sabato notte per Doneraile, dove la carrozza si ferma di porta in porta e a chi apre viene gettata in faccia una bacinella di sangue. Una signora dei dintorni di Cork gli scrive che il cocchiere ha «a most marvellously long whip, with which he can whip the eyes out of any one, at any distance, that dares to look at him». - A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- La funzione sta sulla strada e si misura in due tempi. Il primo è l'annuncio: la carrozza passa di notte e il giorno dopo si sa chi è morto. A differenza della bean sídhe non serve appartenere a una stirpe: basta abitare lungo quel tratto di strada, e nei manoscritti del 1939 la regola è detta in chiaro, «a sign of someone dyin' out of place». Il secondo tempo è una norma di condotta, e in bocca ai testimoni è la parte che conta: non si guarda, non si resta sull'uscio, non si apre quando si sentono le ruote. Chi guarda si prende il sangue in faccia, la frusta negli occhi, la disgrazia; a Kilrush bisognava mettersi in ginocchio. È un galateo del buio, e vale per strade con un nome: da Castle Hyde a Ballyhooly, da Newtown a Glin, la Tea Road fra Cuskinny e Ballynoe Bridge.
- Dove è attestato
- La prima stampa è del 1802 e non è un racconto. Nella prefazione al Prospectus of a Dictionary of the Language of the Aire Cotti (Dublino, Graisberry and Campbell, 1802) il tenente generale Charles Vallancey elenca fra i nomi di «evil Genii» il «Wulahan, or Dullahan» e scrive: «The Dullahan or Wullahan is a terrible bug-bear at this day; the peasants hear him in the night dragging a heavy chain through the villages and along the roads.» Nessuna testa mancante, nessuna carrozza: un rumore di catena sulla strada.
Il corpus è Thomas Crofton Croker, Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland. Part II, John Murray, Londra, MDCCCXXVIII, dedicato a Sir Walter Scott. La sezione «The Dullahan» occupa le pp. 85-155: «The Good Woman», «Hanlon's Mill», «The Harvest Dinner», la ballata «The Death Coach», «The Headless Horseman». Croker dichiara da chi viene ogni cosa: l'etimologia da una comunicazione manoscritta di Edward O'Reilly, i dullahan e la loro carrozza da una signora dei dintorni di Cork, la leggenda di Castle Hyde da un corrispondente anonimo di Clonmel, il Galles da Miss Williams, la Scozia da Walter Scott, il carro bretone dell'Ankou dal «Dr. Grimm». L'edizione condensata in un volume (The Family Library, Murray 1834) porta la sezione alle pp. 209-242 e taglia «The Harvest Dinner».
Dopo vengono le riprese: Yeats 1888, Dinneen 1904, Lynd 1909, Yeats in nota a Lady Gregory 1920. Il materiale orale datato sta nella National Folklore Collection e si legge su dúchas.ie: CBÉ 0575, p. 60, raccolta da Liam Shine da Mrs Jack Manaher il 30 novembre 1938 fra Rathkeale e Glin; CBÉ 0592, p. 179, dallo stesso Shine da Thade Enright il 27 gennaio 1939; e, nella Schools' Collection, «The Cóiste Bodhar», vol. 0630, p. 18, scritta da Maureen Barrett su quanto le disse il padre Joseph Barrett, a Kilrush. - Attenzione
- Grado A perché la catena si tiene tutta in mano: la prima stampa del nome è del 1802 e l'ho letta in due scansioni diverse; il corpus del 1828 l'ho aperto in originale, note comprese, e le note dicono nome e provenienza degli informatori; i dizionari li ho interrogati; e per il 1937-1939 ci sono manoscritti con collettore, informatore, luogo e data al giorno.
La scoperta più utile è negativa. Nella National Folklore Collection la parola dullahan non esiste come nome di una figura: compare solo come cognome. Quello che la gente diceva era «the headless coach» — centosessantaquattro pagine trascritte nella Schools' Collection — oppure cóiste bodhar, oppure gan ceann. «Dullahan» è una parola di libri: Vallancey, Croker, Yeats, e da Yeats a noi.
Che cosa non regge. La frusta fatta con una spina dorsale umana: nella ballata di Croker la spina dorsale è il timone della carrozza, i femori sono i raggi delle ruote, i fanali sono due teschi vuoti, e la frusta è una frusta. Il dullahan come forma del «dio celtico Crom Dubh» e come sopravvivenza precristiana: non lo dice nessuna fonte fra il 1802 e il 1939, e chi l'ha rintracciato lo fa risalire a Bob Curran, 1997, libro che non ho aperto. Il legame automatico con la bean sídhe: in Croker la banshee sta nella parte prima, del 1825, e il dullahan nella parte seconda, del 1828; è Yeats nel 1888 a infilare il dullahan dentro la nota sulla banshee, e lì aggiunge anche la bara sul tetto della carrozza, che in Croker non c'è.
Washington Irving. «The Legend of Sleepy Hollow» esce nel 1820, cinque anni prima della parte prima di Croker e otto prima del dullahan: la filiera inversa è impossibile. Che il cavaliere acefalo fosse un luogo comune europeo lo sapeva Croker stesso, che in nota rimanda allo Spectator n. 110 per «a spirit… in the shape of a black horse without a head», al Galles per «Ceffyl heb un pen», a Thiele per i signori di Glorup che accecano chi non si copre la faccia, e a Scott per la duchessa di Queensberry che spinge la propria testa in una carriola a Drumlanrig.
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