Krasue
Thailandia
piana centrale del Chao Phraya (Ayutthaya, Lopburi, Suphan Buri), con diffusione moderna nell'Isan e figure cognate in area khmer, lao e malese
Krasue — una testa di donna che di notte si stacca dal corpo e vola con le viscere appese, in cerca di sangue di parto, carne cruda e immondizia
- Varianti e nomi
- Thai กระสือ, krasue; nei testi antichi anche กระสาง e la grafia กะสือ. Il corrispettivo maschile è กระหัง krahang, scritto กระหาง krahang nei codici giuridici. Pallegoix nel 1854 trascrive Kasú e lo mette accanto a Kaháng e Xakla (chakla).
La scheda dell'Ufficio della Royal Society del 12 ottobre 2011 avverte che krasue in thai non designa solo il fantasma: è il nome di un fungo che emette luce di notte, di un wan (rizoma) che secondo i manuali dei wan si illumina quando è maturo, della larva delle lucciole e della femmina attera di lucciola (หนอนกระสือ, «verme krasue»); e un banano che resta lesso e non matura si dice «succhiato dal krasue».
Sull'etimologia non c'è molto da costruire: Phraya Anuman Rajadhon, nel suo manuale di linguistica, classifica กระ- fra i prefissi protetici arbitrari del thai, aggiunti per eufonia e privi di significato. Le scomposizioni che circolano in rete non hanno quindi su che cosa appoggiarsi.
Nel Nord e nell'Isan l'essere analogo — notturno, luminoso, mangiatore di crudo — si chiama ผีโพง phi phong e non ha sesso fisso. Fuori dalla Thailandia le fonti thai e comparatistiche accostano il khmer អាប ap, il lao kasu, il malese penanggalan (da tanggal, «staccarsi»), il balinese leyak e il tagalog manananggal. - Che cosa raccontano
- Una testa di donna che di notte si stacca dal collo e vola portandosi dietro stomaco, fegato e intestini, che le pendono sotto come una coda luminosa. Il corpo resta in casa, inerte, e va ritrovato prima dell'alba. Le fonti thai lo descrivono come essere femminile — il maschile si chiama krahang — che «entra» in una donna, spesso anziana, la quale di giorno vive normalmente. Mangia crudo e sporco: pesce, rane, carogne, escrementi. Secondo Phraya Anuman Rajadhon, se sente l'odore di sangue fresco va a mangiare la partoriente o il neonato; per questo sotto il pavimento di casa, dove si apre la fessura usata come latrina, si ammucchiavano rami spinosi di giuggiolo, perché le viscere pendenti vi si impiglino. Si manifesta come una palla di luce verdastra che si muove sulle risaie.
Pallegoix nel 1854 lo registra però in un'altra forma: non testa volante, ma spirito che gli stregoni mandano nel corpo di un nemico, dove gli divora prima i visceri e poi gli intestini, finché quello deperisce e muore. - A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Il krasue tiene insieme tre paure di villaggio: il parto, lo sporco e la vecchia che vive sola. Le regole che se ne ricavano sono pratiche. Non lasciare al buio la puerpera e il neonato. Chiudere con le spine il vano sotto la casa. Non lasciare i panni stesi tutta la notte: le macchie che al mattino si attribuiscono alla bocca del krasue sono — lo scrive Anuman Rajadhon, non un folclorista moderno — muffa della stagione delle piogge, e la credenza serve a far ritirare il bucato.
È anche un'arma. Dire di una donna che è un krasue la mette fuori dalla comunità. Il diritto siamese non trattava la cosa come superstizione: prevedeva il caso, e stabiliva che il sospetto fosse mandato alla capitale invece di essere ucciso sul posto dal governatore. - Dove è attestato
- La prima descrizione datata che ho potuto leggere di persona è di Jean-Baptiste Pallegoix, vicario apostolico di Siam: Description du royaume Thai ou Siam, Parigi 1854, volume secondo, p. 52. In un passo sui riti per il feto morto e sugli stregoni che «nutrono il diavolo» tenendosi in casa un aborto, elenca gli spiriti che costoro mandano nel corpo di chi vogliono colpire: «Kasú, Kaháng et Xakla», e precisa che divorano i visceri e poi gli intestini della vittima. Ho letto la pagina sul facsimile dell'Internet Archive.
Due testi thai poco anteriori usano la parola come paragone. Il Ramphan philap di Sunthorn Phu, composto in un anno della Tigre che la cronologia corrente fissa al 1842: in mare una luce si accende «rossa come la luce di un krasue», e si risponde ammucchiando fuoco e bruciando pelle. E il primo canto del Khun Chang Khun Phaen, dove a Nang Thepthong, incinta e con le voglie, «cola la saliva come a un krasue».
Sul piano giuridico, il codice dei Tre Sigilli (compilato nel 1805 su leggi d'Ayutthaya) nomina krasue accanto a chamop, chakla e krahang nel Phra Aiyakan Betset e nella legge sull'ammissione delle querele. La descrizione etnografica canonica è di Phraya Anuman Rajadhon (Sathian Koset), Rueang phi sang thewada, Bangkok 1952. Sul cinema e sull'«origine khmer» il riferimento è Benjamin Baumann, «Tamnan Krasue — Constructing a Khmer Ghost for a Thai Film», Kyoto Review of Southeast Asia 14, dicembre 2013. - Attenzione
- Grado B e non A per tre ragioni precise. Ho letto direttamente solo Pallegoix 1854, i due testi poetici thai su Wikisource, Baumann 2013 e la scheda della Royal Society. Il codice dei Tre Sigilli l'ho visto citato — con il testo dell'articolo — da fonti thai affidabili, non nell'edizione; il libro di Anuman Rajadhon del 1952 l'ho visto solo come scansione catalogata, e lo cito attraverso la sintesi che ne dà Apilak Kasempholkoon; il dizionario di Bradley del 1873 non sono riuscito ad aprirlo alla voce.
Non regge l'«origine khmer» data per certa. Baumann mostra che prima del film Tamnan Krasue (2002) il krasue non aveva alcun mito d'origine fuori dal discorso locale, e che nelle fonti più antiche non c'è traccia di riferimenti khmer: il nesso khmer-magia è una costruzione thai successiva alla crisi del 1997. Non reggono le etimologie che spezzano la parola: กระ- è un prefisso aggiunto per eufonia. Non regge la confusione fra krasue e phi pop: il thai li tiene distinti, e li tiene distinti anche il khmer (thmup corrisponde a pop, ap a krasue); lo stesso poema di Sunthorn Phu nomina i due separatamente. Va però detto che Pallegoix nel 1854 li mette insieme, e che l'immagine della testa volante non compare nel suo testo: la separazione netta che diamo per antica è, nelle fonti, recente.
Infine una correzione d'uso: Demonic Beauty è il titolo internazionale di Tamnan Krasue, 2002, non di Krasue Valentine, che è un film diverso del 2006 e di cui non ho verificato i dati.
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