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B — parzialmente documentato

Pocong

Indonesia
Giava e area di lingua giavanese; i panici documentati più antichi nel Banyumas e a Cilacap (Giava centrale); diffusione in tutto l'arcipelago indonesiano e in Malesia, dove la figura corrispondente si chiama hantu bungkus

Pocong — il morto avvolto nel sudario islamico che torna in piedi e salta perché nessuno gli ha sciolto i legacci prima della sepoltura

Varianti e nomi
Indonesiano e giavanese pocong. Il dizionario nazionale indonesiano registra due lemmi distinti: 1pocong, marcato Jw (giavanese), «berkas (padi) yang diikat menjadi satu», il covone di riso legato in un fascio, con il derivato sepocong, «un fascio»; e 2pocong, «mayat yang dibalut kain kafan», il cadavere fasciato nel sudario. Il verbo memocong porta nell'edizione VI le due accezioni affiancate sotto lo stesso lemma: «membalut jenazah dengan kain kafan» e «mengikat berkas padi menjadi satu ikatan». Legare un morto e legare un covone sono, in lingua, lo stesso gesto, e il nome del fantasma non è una metafora ma la parola tecnica del fascio.

Due cautele lessicali. Pocongan nel KBBI VI non è affatto il fantasma: è una voce sundanese che indica un attrezzo di sacco per catturare avannotti di aragosta. Nei testi indonesiani anteriori al 1980 pocongan vale regolarmente «mannello, fascio» — di riso nelle ricerche agrarie del 1974 e del 1975, di verdura nei rapporti di mercato. L'uso di pocongan per la sagoma del morto fasciato compare in letteratura almeno dal 1981.

In Malesia la figura si chiama hantu bungkus, «fantasma impacchettato»; Ismail Hamid nel 1985 elenca però già hantu pocong accanto a hantu golek fra gli spiriti portatori di malattia.
Che cosa raccontano
Un morto in piedi dentro il proprio sudario. Il kain kafan bianco lo fascia dalla testa ai piedi ed è chiuso da legacci, i tali pocong, annodati sopra la testa, al collo, al petto o alla vita, alle ginocchia e alle caviglie; il nodo sopra la testa lascia un ciuffo rigido che è la sagoma della figura. Con le gambe legate non cammina: salta. Le fonti indonesiane lo dicono apparire di notte presso i cimiteri, le case lasciate vuote, le strade fuori dal paese. Non parla e non fa nulla di più che mostrarsi.

La ragione per cui è lì è una sola e sta nel rito: i legacci non sono stati sciolti prima di calare il corpo nella fossa, e il morto non può partire. Chi lo incontra dovrebbe scioglierglieli.

Nella descrizione giornalistica più antica che ho letto per intero — Tempo, 15 dicembre 1984, sulle campagne di Cilacap e Purwokerto — è «un fantasma bianco simile a un cadavere avvolto nel sudario», la gente non esce più di notte, e per giunta nitrisce come un cavallo.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
La figura non punisce il morto: punisce chi lo ha seppellito. Lavare, avvolgere, pregare e sotterrare sono obbligo collettivo della comunità musulmana, affidato in pratica al modin del villaggio e a poche persone addestrate. Il pocong è la sanzione immaginaria di un errore di procedura: un nodo dimenticato, e il defunto resta a carico del vicinato. Serve a far controllare due volte un lavoro che si fa in fretta, di norma entro poche ore dalla morte, e che nessuno rifà.

In secondo luogo presidia la notte. Il pocong compare dove non si deve stare dopo il tramonto: cimiteri, case vuote, strade sterrate. È il complemento soprannaturale del ronda, la guardia notturna di quartiere; e le cronache mostrano che i due si incontrano spesso di persona, con esiti che stanno nel riquadro qui sotto.
Dove è attestato
La prima attestazione datata che ho potuto leggere per intero è giornalistica: Tempo, 15 dicembre 1984, «Nyupang buat cepat kaya», corrispondenza di Slamet Subagyo. Il settimanale registra l'«hantu pocong» come credenza corrente nelle campagne di Cilacap e Purwokerto e ne racconta lo smascheramento. Lo stesso settimanale torna sul tema il 10 gennaio 1987 con «Ditangkap warga», sui tre pocong catturati nel Kemranjen.

Più indietro si va solo con il cinema. Secondo lo spoglio di Justito Adiprasetio (Fikom, Universitas Padjadjaran), autore di «Deconstructing Pocong, the Indonesian Sacred Ghost» sulla Quarterly Review of Film and Video, in tutto il periodo 1970-1998 un solo film mette il pocong al centro: Setan Kuburan di Daeng Harris, 1975, dove è il cadavere di un usuraio scavalcato da un gatto nero; ed è lì, dice Adiprasetio, che il pocong si vede per la prima volta muoversi saltando.

Sul rito le fonti sono religiose e ottime. NU Online, 27 gennaio 2015, «Hukum Melepas Tali Pocong/Kafan» (Alhafiz Kurniawan), cita la Nihāyat al-muḥtāj di al-Ramlī con la glossa di al-Shibrāmallisī; Muslim.or.id, 7 luglio 2020 (Yulian Purnama), cita Ibn Qudāma, al-Mughnī 2/375, il detto di Ibn Masʿūd riportato da Kashf al-qināʿ 2/127 e una risposta di Ibn Bāz. Per il lessico, il KBBI alle voci pocong, memocong, pocongan.
Attenzione
Grado B e non A per una ragione sola ma pesante: non ho una prima attestazione anteriore al cinema. Il testo più antico che ho letto è del 1984; il 1975 di Setan Kuburan lo ho da uno studioso citato nella stampa, non dal film né dall'articolo scientifico, che non ho aperto. Soprattutto, la stampa coloniale olandese — dove la parola andrebbe cercata nella grafia potjong — non l'ho potuta interrogare: l'archivio Delpher mi è stato negato, e quindi del periodo prima del Novecento non posso dire né che la figura ci sia né che manchi. Anche il sito ufficiale del KBBI è risultato irraggiungibile e ho letto le voci su un rispecchiamento.

Non regge l'origine «preislamica» data per certa. Il pocong non è pensabile senza il kain kafan e i tali, che sono il rito funebre islamico e nient'altro; non ho trovato una sola fonte che collochi la figura prima dell'islamizzazione di Giava e ne porti una prova. Non regge nemmeno il rovescio, cioè l'idea che sia una superstizione che l'islam combatte dall'esterno: la credenza è discussa dentro i manuali religiosi indonesiani, che la nominano per smentirla e la chiamano khurafat.

Non reggono le etimologie fantasiose. La parola non va spezzata: pocong è il fascio legato, e memocong significa insieme «legare un covone» e «fasciare un morto nel sudario». Infine, cautela sul salto: che il pocong salti perché ha i piedi legati è una spiegazione ragionevole, ma la prima documentazione del salto che ho è su pellicola, nel 1975.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

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