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B — parzialmente documentato

Janara

Campania · Mezzogiorno
Benevento e valli del Sabato e del Calore; Sannio e Irpinia

Janara — la strega beneventana: di giorno una donna indistinguibile dalle altre, di notte si unge, vola e sale sul petto di chi dorme.

La janara esce come spirito di vento da sotto la porta di una casa sannita, mentre in lontananza si radunano figure sotto il noce di Benevento.
Varianti e nomi dialettali
Janara; Maciara e Masciara in Irpinia orientale, più orientate al malocchio che al volo notturno
Che cosa raccontano
Donna indistinguibile dalle altre di giorno. Di notte si unge e vola pronunciando «Unguento unguento, portami al noce di Benevento». Diventa incorporea, «spirito simile al vento»; entra in casa passando sotto la porta. Si cattura afferrandola per i capelli.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
Spiegazione disponibile per mortalità perinatale, aborti, malformazioni, paralisi del sonno e nodi nella criniera dei cavalli. Sul piano del controllo sociale: sorveglianza sulle donne che circolavano di notte, sulle vedove, sulle levatrici e sulle guaritrici.
Dove è attestato
Pietro Piperno, protomedico beneventano, è la fonte coeva chiave: intende confutare la leggenda e vi allega una mappa. La cronologia va data per bene, perché la forma «1635-1639» comprime tre cose diverse. L'edizione italiana della Della superstitiosa noce di Benevento è del 1639; la seconda impressione è Napoli, Gaffaro, 1640; la versione latina definitiva, De effectibus magicis, è del 1647.

L'attestazione più antica della formula del volo al noce non è però né napoletana né secentesca: è il processo a Matteuccia di Francesco, Todi, 1428, i cui atti sono editi da Mammoli, 1972. Due secoli prima di Piperno, in Umbria, il noce di Benevento è già il luogo verso cui si vola: è l'ancoraggio più antico che si possa mettere sotto la formula, e sposta la storia della janara fuori dal Sannio e molto più indietro.

Prediche di Bernardino da Siena, XV secolo. Ernesto de Martino, Sud e magia, 1959.
Attenzione
Un numero tondo da ritirare. I «circa duecento verbali di processi conservati nell'archivio arcivescovile e distrutti nel 1860» questa scheda li dava come non verificabili perché i documenti sono perduti. È peggio di così: la notizia non ha una fonte. La catena si ferma a una voce di Wikipedia che la attribuisce ad Abele De Blasio senza citazione — nessun titolo, nessuna pagina, nessun anno. Un dato non verificabile e un dato senza fonte non sono la stessa cosa: il primo si cita con cautela, il secondo non si cita. Ed è precisamente il tipo di cifra che si propaga perché è tonda.

Sull'etimologia le due proposte non pesano uguale, e conviene dirlo: da Dianara, seguace di Diana, ha un argomento fonetico in suo favore; da ianua, la porta, è la più debole, e va presentata come la più debole.

Il collegamento col culto isiaco romano di Benevento è contesto storico reale, ma il nesso con la janara moderna resta interpretazione.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

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