Janara
Campania · Mezzogiorno
Benevento e valli del Sabato e del Calore; Sannio e Irpinia
- Varianti e nomi dialettali
- Janara; Maciara e Masciara in Irpinia orientale, più orientate al malocchio che al volo notturno
- Che cosa raccontano
- Donna indistinguibile dalle altre di giorno. Di notte si unge e vola pronunciando «Unguento unguento, portami al noce di Benevento». Diventa incorporea, «spirito simile al vento»; entra in casa passando sotto la porta. Si cattura afferrandola per i capelli.
- A che cosa serviva
- Spiegazione disponibile per mortalità perinatale, aborti, malformazioni, paralisi del sonno e nodi nella criniera dei cavalli. Sul piano del controllo sociale: sorveglianza sulle donne che circolavano di notte, sulle vedove, sulle levatrici e sulle guaritrici.
- Dove è attestato
- Pietro Piperno, protomedico beneventano, Della superstitiosa noce di Benevento, 1635-1639: fonte coeva chiave, che intende confutare la leggenda ma vi allega una mappa. Prediche di Bernardino da Siena, XV secolo. Ernesto de Martino, Sud e magia, 1959.
- Attenzione
- La notizia dei circa duecento verbali di processi conservati nell'archivio arcivescovile e distrutti nel 1860 è ripetuta ovunque ma, essendo i documenti perduti, non è verificabile. Il collegamento col culto isiaco romano di Benevento è contesto storico reale, ma il nesso con la janara moderna resta interpretazione.
Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.