Munaciello
Campania · Mezzogiorno
Napoli e area vesuviana
Munaciello — bambino o adulto di statura molto bassa, spesso deforme, in saio da monaco con fibbie d'argento alle scarpe.

- Varianti e nomi dialettali
- Munaciello, monaciello; nella stessa famiglia Munaceddhu salentino, Munachicchio lucano, Monacello siciliano
- Che cosa raccontano
- Bambino o adulto di statura molto bassa, spesso deforme, in saio da monaco con fibbie d'argento alle scarpe. Benevolo (lascia denaro, suggerisce numeri), dispettoso (nasconde oggetti, soffia nelle orecchie dei dormienti), molesto. Rivelarne la presenza porta sventura. Cappuccio rosso, fortuna; nero, disgrazia.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Copertura socialmente accettabile per sparizioni di denaro in case popolari sovraffollate, rumori notturni negli edifici napoletani, guadagni o perdite improvvise, furti domestici e piccole entrate non dichiarabili.
- Dove è attestato
- La disposizione più citata è ricondotta a una prammatica vicereale del conte di Miranda del 24 dicembre 1587, sotto il titolo De locato et conducto, che avrebbe permesso all'inquilino di lasciare senza pagare la casa creduta infestata dai Monacelli. La fonte di quella notizia è un commento settecentesco, e va citato bene: Istoria delle leggi e magistrati del Regno di Napoli, vol. IX, 1771, p. 4 — e l'autore dei volumi dal V al XII è Ginesio Grimaldi, non Gregorio, come si ripete di solito. Il classico giuridico sulle case infestate non è Zingaropoli: è Enzo Nardi, Case «infestate da spiriti», Milano 1960, che discute la prammatica a p. 31, nota 34. Poi Zingaropoli, Case infestate dagli spiriti, 1917, e Anna Maria Ortese, Il Monaciello di Napoli, 2001.
- Attenzione
- Attenzione: il passo del 1587 lo conosciamo attraverso un commento di quasi due secoli dopo, e il testo normativo originale non l'ho riscontrato. Va presentata come notizia erudita di seconda mano, non come dato d'archivio.
Due cose, però, il controllo le ha sistemate. La prima è il nome dell'autore: i volumi dal V al XII dell'Istoria sono di Ginesio Grimaldi, e l'attribuzione a Gregorio, che circola, riguarda un altro autore e altri volumi. La seconda è la pagina: il frontespizio del vol. IX, 1771, dichiara che il titolo De locato et conducto comincia a p. 1, quindi una citazione a p. 4 cade dentro quel titolo e non altrove. La citazione, per quanto di seconda mano, è internamente coerente.
Va invece corretta un'affermazione di questa scheda: Zingaropoli 1917 non è «il classico sul tema», e per di più non cita la prammatica. Il classico giuridico è Nardi 1960, che la discute a p. 31, nota 34 — ed è lì che andava cercata la catena di citazioni.
La storia di Stefano Mariconda e Caterinella Frezza, ambientata nel 1445, è di Matilde Serao, Leggende napoletane, 1881, e non ha riscontro archivistico: Serao è testimone del folklore del 1881, non del Quattrocento. L'ipotesi dei pozzari è razionalizzazione moderna.
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