A — documentato

Kappa

Giappone
Tutto l'arcipelago, con poli documentari a Tōno in Iwate, in Kyūshū e ad Asakusa a Tokyo

Varianti e nomi
kappa, standard nel Giappone orientale; oltre ottanta nomi regionali, tra cui kawatarō e kawako a ovest, gatarō nel Kansai, enkō in Chūgoku e Shikoku, garappa a Kagoshima, hyōsube nel Kyūshū meridionale, medochi nel Tōhoku settentrionale, mizushi, suiko
Che cosa raccontano
Alto come un bambino, verdastro, con mani e piedi palmati, carapace di tartaruga e becco. Il tratto decisivo è la sara, la conca sulla sommità del capo che contiene acqua: se l'acqua si versa il kappa perde forza o muore, da cui la contromisura classica di inchinarsi profondamente, perché per cortesia ricambierà l'inchino svuotandosi la testa. Trascina sott'acqua bambini, cavalli e mucche ed estrae lo shirikodama, una mistica sfera situata nell'ano la cui perdita è letale; ama i cetrioli, l'aceto e il sumō. È vincolato in modo assoluto alla promessa data, e molti racconti narrano di un kappa catturato che in cambio della libertà giura di non nuocere più o insegna la riduzione delle fratture.
A che cosa serviva
Prevenzione degli annegamenti, funzione primaria e apertamente riconosciuta in un paese di risaie, canali d'irrigazione e fiumi a regime torrentizio, e spiegazione della perdita di bestiame ai guadi. Ritualizza inoltre il rapporto con l'acqua d'irrigazione, risorsa vitale e contesa, dato che le offerte di cetrioli ai kappa sono in sostanza offerte al suijin, la divinità dell'acqua, e legittima saperi terapeutici locali attraverso le tradizioni di kappa medico.
Dove è attestato
Yanagita Kunio, Tōno Monogatari, 1910, testo fondativo del folklore giapponese; sempre Yanagita per la tesi, ancora dominante, che il kappa sia un suijin declassato da dio a mostro. Repertori Edo: Wakan Sansai Zue, 1712, e Toriyama Sekien, Gazu Hyakki Yagyō, dal 1776, che canonizzano l'iconografia yōkai. Komatsu Kazuhiko, Nichibunken di Kyoto, con database yōkai; Michael Dylan Foster, Pandemonium and Parade, 2009, e The Book of Yōkai, 2015. Riti vivi: tempio Sōgenji o Kappa-dera ad Asakusa con offerte di cetrioli, Kappa-buchi a Tōno, Oregadanaha Kappa Matsuri a Yatsushiro in estate, feste locali a Ushibuka e Ushiku.
Attenzione
Le raffigurazioni anteriori al XVIII secolo mostrano il kappa scimmiesco e feroce, mentre i tratti testugginesco e poi ranocchiesco si affermano nel periodo Edo in parallelo all'urbanizzazione e alla stampa illustrata: l'immagine oggi canonica è dunque tarda e non va retroproiettata. La forte variazione regionale, con oltre ottanta nomi, è essa stessa un dato: parlare del kappa al singolare come di una figura unitaria è una semplificazione moderna e nazionale.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

Nello stesso Stato

← Torna all’atlante del mondo