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B — parzialmente documentato

Yuki-onna

Giappone
Tōhoku, Hokuriku e Shin'etsu: Aomori, Iwate, Akita, Yamagata, Fukushima, Niigata, Nagano, Toyama

Yuki-onna — nel testo più antico non è la giovane bellissima in kimono bianco: è una gigantessa dai capelli bianchi, alta circa tre metri, incontrata in Echigo.

Varianti e nomi
雪女 yuki-onna; 雪女郎 yuki-jorō; 雪婆 yuki-onba in Nagano ed Ehime; 雪ん坊 yukinbo in Akita; つらら女 tsurara-onna in Niigata; しがま女房 shigama-nyōbō in Aomori
Che cosa raccontano
Nel testo più antico non è la giovane bellissima in kimono bianco: è una gigantessa dai capelli bianchi, alta circa tre metri, incontrata in Echigo. Le tradizioni orali regionali, raccolte fra tardo Edo e primo Novecento, sono fra loro incompatibili: in Fukushima è lo spirito del congelamento e chi le risponde muore assiderato; in Iwate e Yamagata prosciuga la forza vitale di chi le apre la porta; in Ōita è quasi vampirica; in Niigata è una sposa che si scioglie se costretta al bagno caldo — e lì il tabù è l'acqua calda, non il segreto; a Tōno e a Hirosaki appare con dei bambini in braccio, o ne chiede la custodia. La versione che tutti conoscono — Minokichi risparmiato in cambio del silenzio, O-Yuki moglie e madre di dieci figli, la confidenza rotta, la partenza — non corrisponde a nessuna di queste.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
Racconto eziologico dell'assideramento, in una fascia del paese dove la neve uccide con regolarità: chi si addormenta muore, chi apre la porta muore, chi risponde muore. La forma femminile e bellissima è il modo in cui una causa di morte diventa una figura con cui si può trattare.
Dove è attestato
Sōgi shokoku monogatari, libro quinto, 1685: esemplare digitalizzato alla Waseda University Library, collezione ヘ13 04155. Lafcadio Hearn, Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things, Boston, Houghton Mifflin, 1904. Studi: Makino Yōko dell'Università Seijō; Hirakawa Sukehiro (a cura di), Koizumi Yakumo jiten, Kōbunsha, 2000; Ōshima Hiroshi sul nesso con la ubume. Scheda di reference della Biblioteca Nazionale della Dieta, quesito ID 1000310511.
Attenzione
Si legge quasi ovunque, Wikipedia giapponese compresa, che la prima attestazione sia in un testo di tardo Muromachi del poeta di renga Sōgi. Il record bibliografico dice altro: il Sōgi shokoku monogatari è un ukiyo-zōshi pubblicato nel 1685, opera di Nishimura Ichirōemon detto Mitatsu, libraio e scrittore di Kyoto, concorrente commerciale di Saikaku. Sōgi è un personaggio-cornice e il titolo è un'attribuzione fittizia, usata per vendere. La yuki-onna perde così circa centottant'anni di antichità. Quanto alla versione celebre: Hearn dichiara di averla avuta da «un contadino di Chōfu, provincia di Musashi» e aggiunge «se sia mai stata scritta in giapponese non so». Quella fonte non è mai stata trovata, e Makino Yōko sostiene che non esista alcuna attestazione di questo tipo narrativo anteriore al 1904: le molte varianti «molto simili a Hearn» sono state raccolte dopo. Il monumento eretto nel 2002 a Ōme non prova nulla, perché la lapide cita come prova proprio la prefazione di Hearn. Il nesso con l'infanticidio contadino, che circola come chiave di lettura, non ha alcuna fonte accademica: quello documentato è la contaminazione con la ubume, lo spettro della morta di parto.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

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Voci che condividono il motivo, il fenomeno alla base o la storia della raccolta — non la geografia.

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