A — documentato

Zashiki-warashi

Giappone
Prefettura di Iwate, area di Tōno, Tōhoku; attestazioni minori in Aomori, Miyagi e Akita

Varianti e nomi
zashiki-warashi, il bambino del zashiki; varianti locali zashiki-bokko, kura-bokko, cioè del magazzino, makura-gaeshi, il gira-cuscini, notabariko, usutsuki-warashi
Che cosa raccontano
Bambino o bambina di tre-quindici anni, viso rosso, capelli a caschetto, vestito tradizionale, che abita il zashiki, la stanza da ricevimento in tatami, o il magazzino delle case grandi e antiche. Fa dispetti innocui: impronte di cenere sul pavimento, rumore di arcolaio nella stanza vuota, si siede sul futon, capovolge i cuscini, ed è spesso visibile solo ai bambini piccoli e non agli adulti. Il principio è netto: la casa in cui abita prospera, e il giorno in cui se ne va la famiglia rovina.
A che cosa serviva
Spiega l'ascesa e il declino delle case notabili in una società rurale fortemente stratificata, stabilendo che la fortuna non dipende solo dall'operato ma da una presenza che va meritata e trattenuta. La sanzione implicita è che si trattiene il bambino trattandolo bene, cioè mantenendo la casa aperta, ordinata e generosa; funziona inoltre come marcatore identitario regionale del Tōhoku.
Dove è attestato
Yanagita Kunio, Tōno Monogatari, 1910, episodi 17 e 18, testo che introduce lo zashiki-warashi nella cultura nazionale giapponese e che con esso fonda la disciplina del folklore in Giappone; il materiale è raccolto dall'informatore Sasaki Kizen, nativo di Tōno, poi folklorista a sua volta e autore di raccolte locali. Komatsu Kazuhiko presso Nichibunken; Michael Dylan Foster, The Book of Yōkai, 2015. Istituzioni dedicate: Tōno Municipal Museum e Tōno Monogatari-kan, con rete attiva di kataribe, narratori professionali. Etimologia trasparente: zashiki più warashi, forma dialettale nord-orientale arcaica per bambino, che conferma l'origine regionale.
Attenzione
L'interpretazione secondo cui la figura conserverebbe la memoria rimossa del mabiki, cioè dell'infanticidio praticato nel Tōhoku nei periodi di carestia, con i bambini sepolti sotto il pavimento della casa, è etnograficamente sostenuta ma non dimostrata e va presentata come ipotesi. La tradizione oggi vive in forma insieme devozionale e commerciale, come nel caso del ryokan Ryokufūsō di Kindaichi Onsen, celebre per il suo zashiki-warashi residente e con lista d'attesa pluriennale: è folklore vivo istituzionalizzato, che va distinto dalla trasmissione spontanea.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

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