A — documentato

Kitsune

Giappone
Tutto il Giappone; centro cultuale Fushimi Inari Taisha a Kyoto, poli della possessione a Izumo e Shimane

Varianti e nomi
kitsune; categorie zenko contro yako o nogitsune, byakko, tenko; regionali osaki nel Kantō settentrionale, kuda-gitsune nel Chūbu, ninko a Izumo; fenomeni collegati kitsunetsuki, kitsune-bi, kitsune no yomeiri, kitsune-mochi
Che cosa raccontano
Volpe che acquisisce potere con l'età: a cent'anni può trasformarsi e stregare, e il numero di code cresce con l'età e il potere fino a nove. Si trasforma ponendo sul capo una foglia, un teschio o un capello umano e compiendo un giro rituale, e assume forma di donna bellissima, di fanciulla o di vecchio; possiede lo hoshi no tama, la sfera luminosa in cui risiede il suo potere. Nel registro trickster fa smarrire i viandanti e paga con foglie che si rivelano tali una volta a casa, con una distinzione morale fine e importante: i doni della volpe, cioè protezione, sapere e longevità, sono reali, mentre i suoi pagamenti sono illusori. Il ciclo delle spose volpi comprende Kuzunoha, madre di Abe no Seimei, e Tamamo-no-Mae, la volpe a nove code.
A che cosa serviva
Sul piano religioso la volpe è messaggera di Inari Ōkami, divinità del riso, dell'agricoltura e poi degli affari, con un legame agronomicamente motivato perché le volpi predano i roditori che minacciano il riso. Il kitsunetsuki è attestato come categoria medica riconosciuta già dal periodo Heian ed è l'idioma culturale attraverso cui si esprimevano disturbi psichici e dissociativi, trattati da miko e itako tramite kuchiyose. Le famiglie kitsune-mochi, soprattutto a Izumo e Shimane, erano considerate detentrici di volpi che portavano loro ricchezza rubata, con divieto di matrimonio e marchio ereditario: è una vera struttura di discriminazione sociale, non un dettaglio pittoresco.
Dove è attestato
La parola è attestata nel 794 nello Shin'yaku Kegonkyō Ongi Shiki; il Nihon Ryōiki, circa 822, contiene il più antico racconto della sposa volpe e l'etimologia popolare «vieni e dormi». Konjaku Monogatarishū, XII secolo; Ōe no Masafusa, Kobiki, morto 1111. Lafcadio Hearn, Glimpses of Unfamiliar Japan, 1894, sui kitsune-mochi di Izumo; Karen A. Smyers, The Fox and the Jewel, University of Hawai'i Press, 1999; Komatsu Kazuhiko; Michael Dylan Foster, 2015. Riti vivi: Hatsuuma, primo giorno del Cavallo del secondo mese, oggi in febbraio, festa principale di Inari; Toyokawa Inari e Yūtoku Inari come centri di pellegrinaggio.
Attenzione
Il legame con la Cina è documentato e va detto: il húli jīng e la volpe a nove code sono fonti dirette, il Renshi zhuan di circa 800 è modello del tipo della sposa volpe e il metodo del teschio deriva dallo Youyang zazu del IX secolo. La distinzione zenko contro yako emerge nel periodo Edo e fu probabilmente imposta dalle classi colte, non riflette credenze folkloriche più antiche. L'etimologia della parola resta incerta e nessuna delle proposte ha consenso; quella del Nihon Ryōiki è etimologia popolare narrativa, non filologica. La processione Ōji Kitsune no Gyōretsu del 31 dicembre a Tokyo è stata ricostituita nel 1993 ed è quindi rito di grado B, per quanto su base narrativa antica.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

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