Salta al contenuto
B — parzialmente documentato

La spada di San Galgano

Toscana · Pianura e Appennino settentrionale
Montesiepi e abbazia di San Galgano, comune di Chiusdino (SI), Val di Merse

La spada di San Galgano — un cavaliere della Val di Merse, nato intorno alla metà del XII secolo, si converte e si ritira a vivere da eremita su un colle sopra Chiusdino.

Interno della Rotonda di Montesiepi: la volta emisferica ad anelli concentrici alternati in cotto e travertino, le monofore che lasciano entrare la luce, e al centro del pavimento un masso da cui sporge l'elsa di una spada a croce. Sulla destra, minuscola, una figura in piedi.
Varianti e nomi dialettali
Galgano Guidotti — ma il cognome compare solo in fonti posteriori al XIV secolo; nelle carte del 1185 è soltanto Galganus. Il luogo: Montesiepi, l’eremo sul colle, e l’abbazia di San Galgano, il rudere cistercense nella piana.
Che cosa raccontano
Un cavaliere della Val di Merse, nato intorno alla metà del XII secolo, si converte e si ritira a vivere da eremita su un colle sopra Chiusdino. Nel dicembre 1180, secondo il racconto, pianta la propria spada davanti a sé a forma di croce, e ne fa il proprio altare. Muore l’anno dopo, il 30 novembre 1181. Nell’agosto del 1185, a pochi metri dalla sua capanna, tre delegati papali raccolgono venti deposizioni — fra cui quella di sua madre Dionisia — e da quell’inchiesta nasce il suo culto. Sul colle sorge la Rotonda; nella piana, trent’anni dopo, la grande abbazia cistercense. La spada, spezzata e cementata, è ancora là sotto una teca.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
Il gesto di Galgano non è quello che tutti credono, ed è più interessante. Non estrae una spada per dimostrare di essere re: ne conficca una per smettere di essere un cavaliere. È un atto di rinuncia — l’arma diventa croce, lo strumento del mestiere diventa altare — in un momento, la fine del XII secolo, in cui la Chiesa sta cercando di disciplinare la violenza dei milites. La fortuna successiva ha rovesciato il senso: da rinuncia a investitura.
Dove è attestato
Fonte accademica di riferimento: Roberta Mucciarelli, voce Galgano, santo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 51, 1998. Gli atti dell’inquisitio dell’agosto 1185, trascritti da Sigismondo Tizio, sono stati editi da Fedor Schneider e studiati da Eugenio Susi, L’eremita cortese, CISAM, 1993. Sulla Rotonda e gli affreschi: Roberto Bartalini, Ambrogio Lorenzetti a Montesiepi, in «Prospettiva» 157-158, 2015, che data il ciclo al 1334-1336 e identifica il committente. Sull’ordine dei Guglielmiti e le costruzioni agiografiche sei-settecentesche: Andrea Conti, in San Guglielmo di Malavalle e l’ordine dei Guglielmiti in Toscana, 2020. Sulle analisi del 2001: articoli del CICAP e L. Garlaschelli – M. Calì, La spada nella roccia, 2019. Sul motivo arturiano: Francesco Marzella, Excalibur. La spada nella roccia fra mito e storia, Salerno Editrice, 2022, prefazione di Franco Cardini.
Attenzione
Nelle fonti primarie la spada è piantata nella terra, non nella roccia. L’inquisitio del 1185 e le biografie più antiche dicono in terram; la «roccia» è una elaborazione posteriore. È la correzione che regge tutto il resto, perché è proprio la pietra a fare da ponte con la leggenda arturiana — e quel ponte non c’è. — Le analisi del 2001 non hanno datato la spada. La campagna coordinata da Luigi Garlaschelli (Università di Pavia, CICAP) ha accertato due cose: che non sono state usate leghe moderne, quindi non è un falso novecentesco, e che la lama è tipologicamente coerente con le spade di tipo Xa nella classificazione Oakeshott, cioè di fine XII secolo. Sono conclusioni di compatibilità, non di datazione: il ferro non si data in assoluto, e nessuna analisi può stabilire che quella spada sia stata di Galgano. Va aggiunto che non esiste una pubblicazione scientifica sottoposta a revisione paritaria di quella campagna: i risultati circolano attraverso articoli divulgativi e un volume autopubblicato del 2019. — Il georadar non ha trovato una tomba sotto la pietra. Ha rilevato un’anomalia rettangolare di circa due metri per uno, a due metri e mezzo di profondità, sul lato nord della Rotonda. Non è mai stata scavata. — Infine: la spada non è intatta da otto secoli. Fino agli anni Venti del Novecento si poteva estrarre; fu poi bloccata con piombo fuso, cementata, in seguito danneggiata e spezzata, e infine coperta con una cupola di plexiglas.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

Nella stessa area

Affini per tema

Voci che condividono il motivo, il fenomeno alla base o la storia della raccolta — non la geografia.

← Torna all’atlante d’italia