Mazapégul
Emilia-Romagna · Pianura e Appennino settentrionale
Romagna: Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, con nucleo appenninico
- Varianti e nomi dialettali
- Mazapégul, mazapedar, mazapigur, caicarel, cheicatrèpp («schiaccia-pancia»), cheicabìgul («schiaccia-ombelico»), sprivìnkle
- Che cosa raccontano
- Omuncolo dai tratti felini, pelliccia grigia, con un berretto rosso indispensabile ai suoi poteri: chi glielo sottrae lo tiene in proprio potere. Provoca incubi, paralisi del sonno e senso di soffocamento; intreccia code e criniere ai cavalli.
- A che cosa serviva
- Spiegazione della paralisi ipnagogica; controllo della sessualità femminile giovanile — la visita notturna è la spiegazione socialmente accettabile del turbamento, del sogno erotico e, in alcune varianti, della gravidanza inspiegata.
- Dove è attestato
- Antonio Morri, Vocabolario romagnolo-italiano, Faenza 1840, p. 476, voce mazzapedar: «Quell'oppressione, e quasi soffocamento, che altri sente talora nel dormir supino». Michele Placucci, Usi, e pregiudizj de' contadini della Romagna, Forlì 1818, considerata dal Dizionario Biografico degli Italiani la prima descrizione organica delle usanze e credenze di una regione italiana. Baldini e Bellosi, 1989.
- Attenzione
- Il lemma nel Morri è stampato mazzapedar, senza dieresi: la grafia con la dieresi che circola in rete non corrisponde all'originale. L'attribuzione della prima menzione alla cronaca cesenate di Fantaguzzi, fine XV secolo, non l'ho verificata sull'edizione critica.
Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.