Jersey Devil
Stati Uniti
Pine Barrens del New Jersey: Leeds Point, Galloway Township, contea di Atlantic, e la fascia Bordentown–Mount Holly nella contea di Burlington
Jersey Devil — il mostro alato delle Pine Barrens del New Jersey, nato come insulto politico contro la famiglia Leeds e diventato creatura sui giornali del gennaio 1909
- Varianti e nomi
- Nei testi stampati dell'Ottocento il nome è Leeds Devil o Devil of Leeds, cioè «il diavolo dei Leeds»: non un toponimo ma un cognome, quello della famiglia di Daniel Leeds, da cui prende nome anche Leeds Point. La forma Jersey Devil si impone nei primi decenni del Novecento e sostituisce quasi del tutto la precedente. Mayer nel 1859 scrive «Leeds devil» in minuscolo, come cosa che la gente del posto crede; il «Trenton Evening Times» del 20 gennaio 1909 ha ancora «Leeds Devil» fra apici. Chiamano il mostro anche vampiro australiano i volantini del museo di Filadelfia nel gennaio 1909, ma è un'etichetta da baraccone, non un nome di tradizione. Non ho trovato nessuna forma del nome in lingua lenape: le grafie «Popuessing» e «Drake Kill» che circolano come antenati indigeni del nome non hanno alle spalle documentazione lessicale (vedi la nota).
- Che cosa raccontano
- Nelle Pine Barrens del New Jersey il Jersey Devil è descritto come una creatura alta come un uomo o poco meno, con testa equina o caprina, collo lungo, ali di pipistrello, zampe posteriori con zoccoli e coda biforcuta; emette un grido stridulo e lascia impronte a zoccolo nella neve, anche sui tetti.
Le testimonianze raccolte dai giornali nel gennaio 1909 non concordano fra loro: chi parla di un corpo da canguro, chi di una testa da collie o da cavallo con ali di settanta centimetri, chi di mani e piedi da scimmia. La forma del racconto invece è quasi sempre la stessa: la creatura attraversa un abitato di notte, spaventa chi la vede, non fa danni accertati, scompare verso i pini.
Nella versione oggi corrente è il tredicesimo figlio di Mother Leeds, nato deforme a Leeds Point e volato via dal camino. I testi più antichi non la raccontano così: parlano del Leeds devil, il diavolo dei Leeds, e i Leeds erano una famiglia reale, documentata, che viveva lì. - A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Per quasi tutto il Settecento «Leeds devil» non è un animale ma un'accusa: serve a marcare una famiglia come alleata del diavolo dentro una lite fra vicini di religione e di politica, e funziona perché i nomi degli avversari si consumavano così.
Quando l'accusa si stacca dai Leeds diventa un confine. Nomina il bosco dove non si va di notte e la gente che ci vive — i «Pine Rats» di cui Mayer parla con disprezzo nel 1859 — e permette a chi sta fuori dalle Pine Barrens di dire che dentro c'è qualcosa di non umano.
Nel Novecento la funzione si ribalta: la stessa creatura diventa segno di appartenenza, nome di squadra, richiamo per i visitatori, e la rivendicano proprio le comunità che prima erano l'oggetto dello scherno. - Dove è attestato
- La prima attestazione stampata che gli studiosi riescono a datare è W. F. Mayer, «In the Pines», in «Atlantic Monthly» 3:19 (maggio 1859), pp. 560-569: l'autore descrive con disprezzo gli abitanti dei pini e cita di passaggio la credenza nel «Leeds devil». Il volume è digitalizzato su HathiTrust, ma non ho potuto aprirne la pagina: cito la collazione di Brian Regal.
A monte stanno documenti di altra natura: l'almanacco di Daniel Leeds stampato da William Bradford nel 1687, fatto distruggere dal Burlington Monthly Meeting; «The Temple of Wisdom for the Little World», 1688, di cui sopravvive una sola copia nota; il pamphlet di Caleb Pusey «Satan's Harbinger Encountered», 1700, che chiama Leeds araldo di Satana; e l'almanacco di Benjamin Franklin per il 1733, dove Franklin predice la morte di Titan Leeds per il 17 ottobre.
Il passaggio alla forma oggi nota è documentato da «The Devil was Bordentown Born», «Trenton Times», 15 luglio 1905, p. 2, che per primo mette in scena un capitano Leeds e una Mother Leeds dedita all'occulto. Per il 1909 Regal cita «Fly Rival of 'Leeds Devil' has Jersey People Frightened», «Trenton Evening Times», 20 gennaio 1909, p. 1. La ricostruzione complessiva è in Brian Regal e Frank J. Esposito, «The Secret History of the Jersey Devil. How Quakers, Hucksters, and Benjamin Franklin Created a Monster», Johns Hopkins University Press, 2018, recensita da Amanda Porterfield in «Journal of American History» 106:1 (giugno 2019), pp. 167-168. - Attenzione
- Grado B e non A perché la catena che conta non l'ho letta in originale. Ho verificato il testo integrale del saggio di Regal del 2015 e la scheda della recensione sul «Journal of American History», ma non ho potuto aprire né la pagina dell'«Atlantic Monthly» del 1859 su HathiTrust né i numeri del 1905 e del 1909 del «Trenton Times»: date e pagine che riporto sono quelle delle note di Regal.
Non regge la datazione 1735. Nessun documento settecentesco la contiene, e non esiste fonte coeva che chiami «Mother Leeds» una moglie dei Leeds. L'unico dato d'archivio è il testamento di Japhet Leeds del 1736, che nomina dodici figli: la leggenda del tredicesimo è stata costruita su quel vuoto, a posteriori. Non regge nemmeno la maledizione, che compare per la prima volta in un giornale del 1905 e non prima.
Non regge l'origine lenape. «Popuessing» è il nome di un corso d'acqua, il Poquessing Creek, e la glossa «luogo del drago» non ha appoggio lessicale; «Drake Kylen» risale al missionario svedese Johannes Campanius, anni Quaranta del Seicento, e non parla di draghi. Questa smentita però l'ho letta solo su una pagina divulgativa, non in uno studio linguistico: la do come plausibile, non come accertata.
Non ho trovato alcun atto legislativo che faccia del Jersey Devil il «demone ufficiale» del New Jersey nel 1939, e non ho trovato fonte primaria per la taglia di diecimila dollari attribuita allo zoo di Filadelfia. Fotografie e calchi di impronte in circolazione non hanno provenienza controllabile.
Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.