Boo hag
Stati Uniti
Lowcountry Gullah Geechee, Sea Islands della Carolina del Sud e della Georgia
Boo hag — la boo hag è priva di pelle, rossa e viscida; di giorno indossa una pelle umana rubata e vive in mezzo alla comunità senza destare sospetti.

- Varianti e nomi
- boo hag; nelle fonti più antiche solo hag o witch; formula proverbiale locale «Don't let de hag ride ya»
- Che cosa raccontano
- La boo hag è priva di pelle, rossa e viscida; di giorno indossa una pelle umana rubata e vive in mezzo alla comunità senza destare sospetti. Di notte se la sfila e vola, entrando in casa da una fessura o dal camino, e non beve sangue ma succhia il respiro e la forza vitale. Cavalca la vittima addormentata, che si risveglia esausta e paralizzata; la saliva colata sulla guancia era interpretata come la briglia con cui la strega ha cavalcato. Contromisure documentate sono sale e pepe di Caienna, una scopa o un setaccio da contare fino all'alba, e l'haint blue su porte e finestre.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Fornisce un'eziologia a un'esperienza fisiologica reale e terrificante, la paralisi del sonno con allucinazione di un peso sul petto. Funziona inoltre come strumento di controllo sociale, perché la hag è sempre un vicino di casa, e come racconto ammonitore per i bambini.
- Dove è attestato
- Jacob Stroyer, Sketches of My Life in the South, Salem Press, 1879, che registra esplicitamente il motivo della saliva come briglia; Joel Chandler Harris, 1883, dove compare il motivo della pelle sfilata — del titolo esatto del volume ho l'anno e il motivo, non il frontespizio, e lo dichiaro; Newbell Niles Puckett, Folk Beliefs of the Southern Negro, 1926, cap. II, p. 79, che è dove il sistema sta per intero, compresa la sezione sull'istinto del contare, «The Counting Instinct»; Drums and Shadows, Georgia Writers' Project, 1940; WPA Slave Narrative Collection, 1936-1938, Library of Congress. Contesto istituzionale nel Gullah Geechee Cultural Heritage Corridor, 2006.
- Attenzione
- Il complesso dell’hag-riding è di grado A ed è ottimamente documentato dal 1879 al 1940. Ma la figura codificata con il nome fisso boo hag, e con la pelle rubata come elemento centrale, è più recente di quanto questa scheda dicesse: non «la seconda metà del Novecento», bensì gli anni Duemila — il composto non è documentabile prima, e l’ho cercato. Le fonti anteriori parlano di hags e di witches, mai di boo hag come termine tecnico; la stabilizzazione passa per la letteratura per l’infanzia e per i ghost tour di Charleston. Per questo il grado complessivo resta B: il fenomeno è antico, il nome no, e tenere separate le due date è tutto il mestiere di questa scheda.
E il nome semplice, hag, va a sua volta ridimensionato nello spazio. Scrivendo la scheda del plat-eye ho controllato Drums and Shadows capitolo per capitolo: sulla costa della Georgia, nel 1940, la parola hag non compare affatto, e non è una voce del glossario. Lì chi cavalca il dormiente di notte si chiama witch: «Witches come in at night an ride yuh too», e chi è cavalcato troppo «git tin an po an jis die». Hag è quindi termine della Carolina del Sud più che della Georgia — ed è l’area che non ho potuto documentare, perché Puckett 1926 e Parsons 1923 non si sono aperti.
Le etimologie africane attribuite al composto che circolano in rete non sono accertate.
Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.