Spring-heeled Jack
Regno Unito
Londra e sobborghi (Peckham, Bow, Old Ford, Limehouse), 1838; poi Aldershot 1877 e Liverpool 1904
Spring-heeled Jack — l’aggressore notturno dei sobborghi di Londra che nel 1838 salta muri e siepi, sputa fiamme azzurre e sparisce, nato da una lettera al Lord Mayor e cresciuto sui giornali.
- Varianti e nomi
- Spring-heeled Jack, Springheel Jack, Spring-heel’d Jack
- Che cosa raccontano
- Un aggressore notturno che salta muri e siepi come avesse molle ai talloni. L’8 gennaio 1838 arriva al Lord Mayor di Londra, Sir John Cowan, una lettera firmata «a resident of Peckham», letta in seduta pubblica alla Mansion House il giorno dopo e riportata dal «Times»: persone «of the highest ranks of life» avrebbero scommesso con un compagno «mischievous and foolhardy» che non avrebbe osato visitare i villaggi attorno a Londra «in three different disguises — a ghost, a bear, and a devil». Il 20 febbraio, a Bear-bind Lane fra Bow e Old Ford, la diciottenne Jane Alsop apre a chi si dice un poliziotto: la figura «vomited forth a quantity of blue and white flames from his mouth» e la afferra con artigli «of some metallic substance» («Times», 22 febbraio 1838). Il 28 febbraio a Limehouse tocca a Lucy Scales («Morning Post», 7 marzo 1838). Poi le sentinelle di Aldershot nel 1877 e William Henry Street a Liverpool nel 1904.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- Un panico urbano che si autoalimenta con la stampa: la lettera del Lord Mayor rende pubblica una voce, e da quel momento ogni aggressione notturna nei sobborghi ha un nome. La sola spiegazione che sta in una fonte primaria è quella della beffa in costume; per gli studiosi recenti si tratta piuttosto di un panico che si sposta di luogo in luogo, con imitatori. Il fuoco azzurro e gli artigli metallici, che fanno del personaggio una creatura, compaiono a Bow nel febbraio 1838 e non nella denuncia di gennaio.
- Dove è attestato
- «The Times», 9 gennaio 1838 (la seduta alla Mansion House), 22 febbraio 1838 (deposizione di Jane Alsop a Lambeth Street), 2 marzo 1838 (arresto e proscioglimento di Thomas Millbank); «The Morning Post», 7 marzo 1838; «Sheldrake’s Aldershot and Sandhurst Military Gazette», 17 marzo 1877; «News of the World», 25 settembre 1904. Spring-Heel’d Jack: The Terror of London, Newsagents Publishing Company, 1863 (ristampa 1867); serie del «Boys’ Standard», aprile 1878. Studi: Mike Dash, «Spring-heeled Jack: To Victorian Bugaboo from Suburban Ghost», Fortean Studies, 3 (1996), pp. 7-125; Karl Bell, The Legend of Spring-Heeled Jack. Victorian Urban Folklore and Popular Cultures, Woodbridge, Boydell, 2012; J. S. Mackley, «Spring-heeled Jack: The Terror of London», Aeternum, 3.2 (2016), pp. 1-20.
- Attenzione
- Molto di ciò che si legge viene da Peter Haining, The Legend and Bizarre Crimes of Spring Heeled Jack (1977), che non ha fonti riscontrabili: l’aggressione a «Polly Adams» dell’ottobre 1837, la «W» in filigrana d’oro sul mantello, la morte di «Maria Davis» nel 1845 non stanno in nessun giornale, e Dash ha verificato che negli atti del coroner l’episodio Davis non esiste; Haining disse di aver prestato le sue carte a uno sceneggiatore che non le restituì. L’identificazione con il marchese di Waterford non compare nel 1838: la prima attribuzione a stampa trovata è nel Reader’s Handbook di Brewer, 1880, e la fonte del 1884 che la ripete ammette che «not a shadow of proof could ever be adduced»; Waterford morì nel 1859 e le segnalazioni continuarono. «Avvistato per sessant’anni in tutta l’Inghilterra» è vero come arco di date (1837-1904) e falso come continuità: sono paure locali distinte, riprese di stampa e finzione a puntate.
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