C — documentazione debole

New England vampire panic

Stati Uniti
Vermont e New England rurale (Manchester, South Woodstock; con Rhode Island e Connecticut)

Varianti e nomi
New England vampire panic è etichetta di studiosi e giornali, non delle comunità coinvolte, che parlavano di consumption, cioè tisi
Che cosa raccontano
Non c'è un mostro, c'è una pratica rituale: quando più membri della stessa famiglia morivano di tisi in sequenza si riesumava il defunto più recente. Se il cuore o gli organi contenevano ancora sangue liquido, segno letto come prova che il morto si nutrisse dei viventi, l'organo veniva bruciato e talvolta le ceneri venivano somministrate al malato. In alcuni casi lo scheletro veniva riorganizzato, come nella sepoltura JB55 di Griswold in Connecticut, con i femori incrociati sul torace.
A che cosa serviva
Risposta rituale a un'epidemia incomprensibile: prima dell'identificazione del bacillo da parte di Koch nel 1882 la tubercolosi si presentava come contagio familiare invisibile con letalità altissima, e la riesumazione dava alla comunità una procedura, un colpevole e un'azione possibile. Michael Bell la interpreta come tentativo di risolvere l'ambiguità della morte, cioè di stabilire chi sia davvero morto e quando.
Dove è attestato
Casi documentati del Vermont: Manchester 1793, con il diacono Isaac Burton che fa riesumare la prima moglie Rachel Harris per salvare la seconda; South Woodstock 1817, con Frederick Ransom, studente al Dartmouth College, morto il 14 febbraio e il cui cuore fu bruciato sulla forgia di un fabbro. Caso meglio documentato dell'area: Mercy Lena Brown, Exeter, Rhode Island, 1892, con copertura giornalistica contemporanea. Evidenza archeologica diretta nel cimitero Walton di Griswold. Studio di riferimento: Michael E. Bell, Food for the Dead: On the Trail of New England's Vampires, 2001, edizione ampliata Wesleyan University Press 2011, con oltre ottanta casi ricostruiti.
Attenzione
La pratica nel suo insieme è di grado A, ma il caso vermontese più raccontato, cioè il Corwin di Woodstock del 1830 con il cuore bollito e sepolto sotto una lastra di granito, è quasi certamente falso o gravemente romanzato: appare per la prima volta sul Vermont Standard nell'autunno 1890, sessant'anni dopo, per bocca di un'informatrice riferita di terza mano; non esiste alcun atto di sepoltura di un Corwin al Cushing Cemetery e il Woodstock Observer del 1830 non riporta nulla. Poiché è questo il caso che identifica la voce nella sua circolazione corrente, il grado prudenziale è C. Bell sottolinea inoltre che nessun resoconto credibile descrive un cadavere che esce dalla tomba e che la parola vampiro fu usata dai giornali e dagli osservatori esterni, non dalle comunità.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

Nello stesso Stato

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