Salta al contenuto
A — documentato

Donni di fora

Sicilia · Isole
Sicilia; processi documentati a Palermo, Monreale, Sciacca, Cammarata, Agrigento, Messina

Donni di fora — esseri femminili soprannaturali, belle, vestite di bianco, rosso o nero, con anomalie ai piedi — zampe di gatto o zoccoli.

Le donne di fuora, in gruppo e vestite di bianco, rosso e nero, appaiono a una guaritrice palermitana: una di loro ha zampe di gatto.
Varianti e nomi dialettali
Donni di fora, donne di fuora, donas de fuera negli atti spagnoli; magare in altre aree; patroneddri di casa, donni di locu
Che cosa raccontano
Esseri femminili soprannaturali, belle, vestite di bianco, rosso o nero, con anomalie ai piedi — zampe di gatto o zoccoli. Si muovono in gruppi di cinque o sette, con una regina e un suonatore di liuto. Cercano persone dal «sangue dolce», tipicamente donne povere, e trasmettono loro capacità terapeutiche e divinatorie.
A che cosa servivainterpretazione dell’autore
Funzione terapeutica e di legittimazione: le donne di fuora umane erano guaritrici che operavano in concorrenza e in parallelo col clero. In un caso del 1630 una madre ricorre contemporaneamente a un cappuccino e a una guaritrice, riconoscendo loro pari autorità.
Dove è attestato
Atti dell'Inquisizione spagnola in Sicilia, attiva dal 1516 al 1782. Gustav Henningsen, The Ladies from Outside, 1990. Giuseppe Pitrè, fra il 1870 e il 1890, indagò un campione di 172 comuni siciliani per verificare se la credenza fosse ancora viva; il materiale confluì nel vol. IV di Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, Palermo 1889. Processo integro di Diana La Viscusa, Monreale 1639, trentuno pagine.
Attenzione
I 172 comuni sono il campione indagato da Pitrè, non il numero di comuni in cui la credenza risultò attestata: la differenza è sostanziale e viene sempre confusa. Anche le cifre dei processi non sono intercambiabili — 65 persone fra 1579 e 1651 secondo una ricostruzione, 193 identificazioni attribuite a Henningsen e 77 a Messana secondo lo studio di Geremia del 2024: dipendono dai criteri di conteggio e non vanno fuse. Sull'abolizione del tribunale: fu decretata da Ferdinando IV il 16 marzo 1782, e il viceré Caracciolo ne fu l'esecutore il 27 marzo; il rogo delle carte processuali avvenne però il 27 giugno 1783, e sopravvissero la documentazione contabile e le relazioni inviate a Madrid.

Il grado indica quanto la voce è documentata, non quanto è interessante. Come sono assegnati i gradi.

Nella stessa area

Affini per tema

Voci che condividono il motivo, il fenomeno alla base o la storia della raccolta — non la geografia.

← Torna all’atlante d’italia