Benandanti
Friuli-Venezia Giulia · Arco alpino
Friuli centro-orientale: Cividale del Friuli, Iassico e Brazzano presso Cormòns, Udine, Aquileia, Monfalcone, Latisana
Benandanti — chi nasce avvolto nel sacco amniotico è benandante.
- Varianti e nomi dialettali
- benandante, benandanti («che vanno bene»); friulano benandant. Negli stessi atti la controparte sono i malandanti, cioè le streghe. Autodefinizione ricorrente: «nato con la camicia»
- Che cosa raccontano
- Chi nasce avvolto nel sacco amniotico è benandante. La levatrice conserva la membrana, che spesso viene portata al collo. Quattro volte l'anno, il giovedì delle Quattro Tempora, il benandante esce in spirito lasciando il corpo inerte, e va a combattere le streghe: i benandanti armati di mazzi di finocchio, le streghe di canne di sorgo. Se vincono i primi il raccolto sarà abbondante, se vincono le seconde ci sarà carestia. Una seconda linea di testimonianze, in prevalenza femminile, riguarda invece la processione dei morti: benandanti che vedono i defunti e parlano con loro, e che in paese fanno da mediatori e guaritori. Davanti al giudice la loro rivendicazione è costante: non sono streghe, sono i loro nemici.
- A che cosa servivainterpretazione dell’autore
- È il documento più chiaro che esista di come un'inquisizione fabbrichi il proprio oggetto. Gli inquisitori non capiscono che cosa sia un benandante, non avendo in mano altro modello che il sabba; e nell'arco di due generazioni, di interrogatorio in interrogatorio, riconducono il racconto allo schema diabolico finché alcuni imputati confessano il patto col demonio. Alla fine del Seicento, in Friuli, «benandante» è ormai sinonimo di stregone. Il contenuto non è cambiato: è cambiata la domanda.
- Dove è attestato
- Archivio storico dell'Arcidiocesi di Udine, fondo Sant'Officio: 98 buste, serie processuale 1557-1823. Prima deposizione raccolta il 21 giugno 1575 dal pievano Bartolomeo Sgabarizza a Cividale; interrogatori di Paolo Gasparutto e di Battista Moduco, banditore pubblico, nel giugno e settembre 1580; sentenza il 26 novembre 1581. Studio fondativo: Carlo Ginzburg, I benandanti. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Torino, Einaudi, 1966. Revisione archivistica: Franco Nardon, Benandanti e inquisitori nel Friuli del Seicento, Trieste, EUT, 1999, disponibile in accesso aperto.
- Attenzione
- Il calendario è quello delle Quattro Tempora, cioè liturgico cattolico, e l'arma è il finocchio, pianta d'orto: chi presenta i benandanti come pagani sopravvissuti sta leggendo il contrario di ciò che dicono le carte. Ginzburg non conferma Margaret Murray: le riconosce «un nocciolo di verità» e ne demolisce il metodo, e nella prefazione del 1982 all'edizione inglese respinge l'idea di sabba realmente celebrati. Nessun benandante finì al rogo: le pene sono mesi di carcere e penitenze, e Perry Anderson ha usato proprio questa mitezza come argomento contro la tesi di Storia notturna (1989), che collega il sabba a un sostrato sciamanico. Nardon documenta inoltre trentacinque processi dopo il 1650 in cui il benandante è ancora percepito come guaritore: la sua sostituzione con lo stregone fu più lenta e meno completa di come è stata raccontata. I processi noti sono una cinquantina per Ginzburg, una sessantina nel censimento di Nardon.
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